di Marco Sbrana
Nel romanzo I convitati di pietra (Einaudi) Michele Mari costruisce un dispositivo ludico che possa permettere la misurazione dell’imponderabile e l’abitabilità dell’ignoto attraverso la produzione di comico di stampo beckettiano.
Un’attrice a suo agio tanto nella commedia che nel (melo)dramma. Il ritratto di Alberto Scandola, Sophia Loren (Carocci), intreccia la storia di mezzo secolo di cinema e di stardom.
di Luca Giudici
Presentato all’ultima Biennale di Venezia, A House of Dynamitea di Kathryn Bigelow sferra un colpo potente a miti, certezze, logiche di controllo e di potere, raccontando un attacco missilistico agli USA.
di Marco Sbrana
In Eddington Ari Aster fa collassare forma e contenuto: il film diventa la psicosi che racconta. Nel caos pandemico e politico, la paranoia esplode in violenza, abolendo racconto, catarsi e ordine.
di Amedeo Giulio Proietti Bocchini
Lungometraggi composti da lunghe, complesse inquadrature singole. Cinema radicale che privilegia l’esperienza diretta del tempo, dello spazio e dell'atmosfera rispetto alla narrazione convenzionale. Béla Tarr è scomparso, resta la sua arte.
Quando uscì La vipera in pugno, romanzo di Hervé Bazin, alzò un polverone e lo scandalo ne fece un successo. Torna in una nuova traduzione italiana (Feltrinelli) e continua a graffiare.
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