in rilievo

Rilettura post-coloniale
del period drama: Bridgerton

di

Dalla prosa austeniana all’estetica digitale: evoluzione dei paradigmi sociali nel racconto della Reggenza inglese. Tra ucronia ed happy end, la serie Bridgerton di Shondaland sta riscrivendo i canoni del period drama.

Una professione particolare,
lo spettatore televisivo

di

Storico e critico della televisione, Aldo Grasso racconta trent’anni di analisi e racconto dell’evoluzione di costume, società e del medium dalle origini generaliste a oggi in Cara televisione (Raffaello Cortina).

Intuire una forma delle cose
in un profluvio di parole

di

In Una giornata di febbraio (il Saggiatore) Mark Charitonov romanza la figura di Gogol’ per affrontare temi come l’irrealtà, il sogno e l’anelito dell’uomo di scorgere verità nella confusione.

Una serie di visioni iperreali
e simulacri satirici: The Paper

di

La serie The Paper, sequel/spinoff di The Office, è un mockumentary che riflette le dinamiche della cultura contemporanea: dispositivo di iperrealtà capace di mostrare una realtà “più reale del reale”.

Se l’indagine scientifica
sfiora realtà inconcepibili

di

Abile nel mescolare i generi, William Sloane nel suo romanzo, La porta nell’alba (Adelphi), combina assieme fantascienza, orrore cosmico e intreccio degno di un mistery creando una storia fortemente perturbante.

Universo ascoltami,
poetica di un’ossessione

di

Un flusso di parole lungo undici minuti che subordina la musica al testo: è il video uscito su YouTube del rapper milanese Myto intitolato Universo ascoltami. Un’altra forma di racconto generazionale.

Gli ambigui utopisti
dello Stato mondiale

di

Oggi l’idea di uno Stato mondiale appare utopica; eppure fu seriamente discussa nel Novecento, come ricostruisce Pensare lo stato mondiale (Carocci) a cura di Luca Gino Castellin e Damiano Palano.