Rigoroso sul piano formale, eticamente profondo, autoriale ma scevro da orpelli intellettualistici, Sentimental Value di Joachim Trier è un film che riassume, rilancia e problematizza il senso stesso del fare cinema.
Si svolgono in mondo diverso ma non troppo dal nostro le vicende del terzo romanzo di Helen Phillips, Um (nottetempo). Una visione distopica riguardante l’impatto dell’IA su individui e famiglie.
Centrale nell’opera di C.S. Lewis – che in parte vede nuove edizioni (Adelphi, Mondadori) – è la rappresentazione della fine del mondo, non catastrofica ma lieto fine di ogni storia.
La cantavano un tempo gli Electric Prunes, oggi stralciato dall’originale è il titolo di un saggio dedicato alla cultura californiana dei Sessanta: Too Much to Dream (Carocci) di Alberto Maria Banti.
La personale di Daniele Puppi all’Accademia Nazionale di San Luca, Eh, lampu!, curata da Marco Tirelli permette di comprendere il fulcro del suo discorso artistico, tra corpo, spazio e suono.
di Nicola Gaeta
Esistenze ai margini, speranze e morale assenti, il romanzo Tattoo (Gramma/Feltrinelli) di Earl Thompson è una storia cruda e al tempo stesso lirica, dove è di scena semplicemente la vita.
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