Tra azioni di marketing e scelte tecniche avventurose, Odissea vede il ritorno (stra-annunciato) di Christopher Nolan alle prese con la storia del leggendario viaggio di Ulisse attraverso pericoli, amori e altro...
Bugie e ontologie del noir,
o le catene del destino
Barry Gifford ama il cinema noir. Il suo Non batte il sole su quel volto (Jimenez) è composto soltanto da emozioni e ricordi affettuosi, film dopo film, senza alcuna pretesa teorica.
Il futuro colonizza il passato
Si riparte da qui nell’Area X
Area X atto quarto. Jeff VanderMeer torna a esplorare l’inesplorabile con Assoluzione (Einaudi), formalmente un prequel, di fatto una conferma che questa storia scritta magnificamente sabota tutti gli schemi.
Uno sguardo particolare
rivolto ai film di Béla Tarr
L’esistenza del vedere. Il cinema di Béla Tarr (Infinito Edizioni) di Amedeo Giulio Proietti Bocchini è solo la terza monografia sul grande regista ungherese Béla Tarr presente nel panorama editoriale italiano.
Tutte le storie del mondo
in quelle nostre solitudini
Tradotta per intero la narrativa breve di Juan Carlos Onetti. In Tutti i racconti (Sur) si torna nell’immaginaria città di Santa María, ma le storie onettiane vanno oltre quel confine.
L’abisso che scruta in noi:
sul Vesuvio romantico
La scoperta di un Libro dei visitatori del Vesuvio risalente agli anni Venti dell’Ottocento è il punto di partenza per ricostruirne l’immaginario romantico nel libro di John Brewer, Vesuvio (Carocci).
L’urgenza delle storie:
riscrivere gli archivi
Frammenti di un discorso di classe. Racconto di vite e di conti che non tornano (Einaudi): memoir di Giusi Palomba per esplorare archivi precari e ricucire il senso delle cose.
Non c’è mai stata una casa
e neanche un luogo di pace
Ne La mucca partorisce di notte (Sellerio), Patjim Statovci riflette sul soggetto senza radici condannato a patire per sempre l’assenza in età infantile di un posto che legittimamente potesse chiamare casa.
Il mestiere della fragilità,
o dell’umanità che resiste
Oltre lo stigma della malattia c’è solo una vita che chiede di essere ascoltata per quello che è. Il principe della follia, film di Dario D’Ambrosi, tenta questo salto cruciale.
La vuota banalità del futuro,
o la peggiore delle distopie
Autrice senza compromessi, Izumi Suzuki ha usato gli attrezzi della fantascienza per costruire situazioni dove regna l’alienazione e il quotidiano è un incubo, come in Un mondo pieno di vuoto (Add).










