Incubo a misura d’uomo:
Vivarium, una casa da sogno

Lorcan Finnegan
Vivarium
Cast principale: Imogen Poots,
Jesse Eisenberg, Jonathan Aris,
Senan Jennings, Eanna Hardwicke
Produzione: XYZ Films,
Fantastic Films, Fraka Productions,
PingPong Film, VOO, BeTV
Irlanda, Danimarca, Belgio, 2019
Distribuzione: Notorious Pictures
Streaming: Chili, 2020

Lorcan Finnegan
Vivarium
Cast principale: Imogen Poots,
Jesse Eisenberg, Jonathan Aris,
Senan Jennings, Eanna Hardwicke
Produzione: XYZ Films,
Fantastic Films, Fraka Productions,
PingPong Film, VOO, BeTV
Irlanda, Danimarca, Belgio, 2019
Distribuzione: Notorious Pictures
Streaming: Chili, 2020


Gemma e Tom sono una giovane coppia da tempo alla ricerca di una casa in cui trasferirsi. Un giorno si rivolgono a un’agenzia immobiliare che gli promette una casa su misura per i loro sogni. L’impiegato, uno strano tipo di nome Martin, li conduce a Yonder (“laggiù”, ma anche “dall’altra parte”, in inglese), un nuovo sobborgo che i due giovani scoprono essere formato da villette tutte identiche, allineate a perdita d’occhio, sotto una volta che ha più l’apparenza di un quadro surrealista che di un cielo naturale. Quando Martin li pianta nel bel mezzo della loro visita guidata, per Gemma e Tom avrà inizio un incubo senza fine.
Scopriranno presto che è impossibile uscire da Yonder: qualsiasi percorso li riporta inesorabilmente di nuovo al punto di partenza, e i numerosi tentativi compiuti avranno l’unico risultato di svuotare il serbatoio della loro auto. Come se non bastasse, le altre case si rivelano tutte disabitate, ma Gemma e Tom non rimarranno a lungo da soli: una mattina trovano ad attenderli sulla soglia di casa una scatola con un’inquietante sorpresa. Al suo interno, accompagnato da una semplice istruzione (“Crescete il bambino e verrete lasciati andare”), un neonato che si rivelerà tutto fuorché umano, crescendo a una velocità innaturale e mostrando un comportamento non meno bizzarro dell’agente immobiliare che li ha intrappolati in questa assurda gabbia a misura d’uomo.
Vivarium irretisce con la promessa di un enigma fin dalle prime scene, e poi mantiene tutti i suoi presupposti costruendo un’atmosfera di impenetrabile mistero che toglie l’ossigeno allo spettatore come ai due protagonisti: con loro, anche noi ci ritroviamo di punto in bianco inermi, impotenti, malgrado tutte le nostre certezze, la nostra arguzia e la nostra prontezza d’animo, di fronte alla trappola che è stata preparata ai loro (e ai nostri) danni.
Cos’è Yonder? Una dimensione parallela, uno zoo extraterrestre o l’anticamera dell’inferno?

I modelli letterari che potremmo andare a individuare nella storia della fantascienza sono molteplici, e possiamo individuare almeno un nobile precursore per ciascuna delle ipotesi. Pensiamo alla Casa nuova dell’omonimo racconto di Robert A. Heinlein, sviluppata in quattro dimensioni, che diventa una trappola senza via d’uscita per i suoi visitatori dopo che un terremoto la «ripiega» accidentalmente su sé stessa; oppure allo zoo in cui i Tralfamadoriani rinchiudono Billy Pilgrim con la pornostar Montana Wildhack, in Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut. Ma Vivarium resta distante dall’ironia sottile (benché crudele) di entrambi i lavori citati, avvicinandosi piuttosto ai territori delle realtà ricombinanti di Philip K. Dick: anche se il lettore italiano inevitabilmente proverà la tentazione di richiamare alla memoria uno dei titoli più emblematici della sua opera, La città sostituita, è piuttosto con un piccolo e non conosciutissimo racconto del 1953, tradotto sia come Il pendolare che come Il sobborgo dimenticato, che ci sembra di poter ravvisare le maggiori affinità con lo spirito di questa coraggiosa produzione irlandese/danese/belga.
Quale che sia la natura del sobborgo – se psichica, fisica o metafisica – lasciamo a ognuno decidere sulla base degli indizi che ha saputo cogliere dalla pellicola. Sia il titolo che la sequenza che accompagna i titoli di testa forniscono delle chiavi interpretative importanti, e al regista Lorcan Finnegan, coadiuvato nella stesura della sceneggiatura da Garrett Shanley (anche autore del soggetto originale), va riconosciuta l’inconsueta determinazione nel portare avanti un discorso coerente che rinuncia a banalizzazioni, scorciatoie o inutili infodump, che avrebbero senz’altro reso più facile, ma forse anche rovinato, la resa finale del suo lavoro.
Ottimi i due protagonisti, Imogen Poots (28 settimane dopo) e Jesse Eisenberg (protagonista in The Social Network e già visto nel ruolo di Lex Luthor in Batman v Superman: Dawn of Justice e nelle varie edizioni della Justice League), che si ritrovano rinchiusi in una spirale di paranoia che non ha niente da invidiare alle torture mentali escogitate da Dick per i suoi protagonisti. Ciascuno dei due reagirà a modo suo, lei imponendosi di crescere come da istruzioni ricevute il bambino (anche se sarebbe più appropriato parlare di “creatura” in senso lato), lui intestardendosi a cercare una via d’uscita scavando una buca nel giardino di casa. Il modo in cui entrambi ne verranno fuori non sarà quello che si erano aspettati, ma forse è la soluzione che conferisce anche una lettura politica ai diversi livelli di significato che possiamo attribuire a Vivarium, passato quasi del tutto inosservato a Cannes nel 2019, quando invece avrebbe meritato ben altra considerazione.

Letture
  • Philip K. Dick, Tutti i racconti 1947-1953, Fanucci Editore, Roma, 2021.
  • Robert A. Heinlein, La casa nuova, in Claudio Bartocci (a cura di), Racconti matematici, Einaudi, Torino, 2014.
  • Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5, Feltrinelli, Milano, 2014.