Un’estate al mare
col brivido

Giacomo Bevilacqua
Lavennder Speciale Le Storie #4
Sergio Bonelli Editore, Milano, 2017
cm 16×21
, pp.130, colore, € 6,30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giacomo Bevilacqua
Lavennder Speciale Le Storie #4
Sergio Bonelli Editore, Milano, 2017
cm 16×21
, pp.130, colore, € 6,30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Giacomo Bevilacqua è tornato in edicola a metà luglio con una nuova storia a fumetti: Lavennder, pubblicata da Sergio Bonelli Editore come quarta uscita della serie annuale Speciale Le Storie. Si tratta della prima collaborazione del disegnatore per Bonelli, su una serie che si presenta interessante contenitore per storie autoconclusive di qualità. Bevilacqua realizza soggetto, sceneggiatura, disegni e colorazione a conferma delle sue notevoli capacità narrative.
La storia si svolge su un’isola deserta con una giovane coppia in vacanza: lei Gwen ha appena subito un lutto, lui Aaron è neo-avvocato. Decisi a dimenticare i problemi di tutti i giorni e godersi quel “paradiso” passeranno una vacanza in tenda lontano dalla civiltà, dove i telefoni non hanno campo (“dove il wifi non arriverà mai / mai e poi mai” per citare la canzone Iperconnessi di Vasco Brondi da Le luci della centrale elettrica), l’unico strumento di comunicazione è un cellulare satellitare lasciato dall’accompagnatore della Lavennder, l’agenzia turistica che offre la vacanza ai protagonisti

Un tipico inizio di genere horror su spiaggia (il riferimento classico è Lo squalo) in equilibrio tra suspence e attesa. Giunti a pagina 17 un rumore disturba l’idilliaca vacanza, poi una casa sull’albero abbandonata, cibo che scompare, sesso, sangue, paura. L’ignoto che incombe: la tensione presto si trasformerà in incubo. Cosa si muove tra le foglie? C’è qualcun altro sull’isola?
Con inquadrature cinematografiche tradizionali, senza variazioni particolari, sviluppata nei riquadri su tre righe per pagina e con poche immagini che vanno a occupare più righe o l’intera pagina, la storia procede con dialoghi scarni, ridotti all’essenziale, senza particolare spessore dei personaggi: due “normali” giovani innamorati, lei bella e intellettuale, lui un po’ sciocco e giocherellone. Ma il pregio del volume non sta nel racconto, che come si è detto è simile nella struttura ai numerosi film e racconti di genere horror/thriller. Sono le immagini a rendere interessante l’intero volume; gli sguardi, le silhouette e i dettagli danno luogo a una felice narrazione. Sequenze prive di testo realizzano efficaci salti temporali, in particolare sono folgoranti quelle subacquee (da pagina 34 a pagina 39), i riflessi dell’acqua rendono magistralmente il liquido marino. Sicuramente questa è la parte migliore, non solo dal punto di vista grafico ma anche per la efficace capacità narrativa. Anche nella parte finale, dove il ritmo si fa più concitato (da pagina 111 a pagina 120), Bevilacqua lascia al solo disegno il racconto conclusivo. Sequenze ben curate con palette di colori caldi, realizzati con Photoshop, come l’abbronzatura sulle forme di Gwen o la descrizione della foresta, che riesce a simulare il refrigerio che si prova tra le fronde degli alberi nelle calde estati.
Realizzato nel tipico formato bonelliano, Lavennder è ben stampato, anche se un’edizione con un formato più grande avrebbe ancor più esaltato i disegni.

La copertina a firma Aldo Di Gennaro (copertinista dal segno “realistico” della collana Le Storie. Milanese classe 1938, tra i suoi lavori ha realizzato serie per Il Corriere dei Piccoli e illustrazioni per La Domenica del Corriere) ritrae una figura femminile statica di fronte a una massa pelosa immersa in un bosco tropicale. Un’illustrazione non intrigante, un’impostazione grafica dove il titolo ha una spaziatura che sembra realizzare due parole invece di una (la vennder) e una testatina della collana che ricorda riviste degli anni Settanta non suggeriscono l’ottimo lavoro grafico interno.
L’autore Giacomo Bevilacqua, romano classe 1983, conosciuto anche con il nome di Keison, ha raggiunto la notorietà grazie alle strisce di A Panda piace, pubblicate sul suo blog a partire dal 2008 e in seguito su carta nel 2009 da Edizioni BD di Milano e nel 2013 da Panini Comics e da Edition Delcourt di Parigi (edizione in lingua francese in Francia, Belgio, Svizzera e Canada). Panda è una serie umoristica e surreale con riferimenti a personaggi dei fumetti, del cinema e della letteratura. In alcune avventure Panda è accompagnato dai personaggi Curiosità, Ansia, Paura che prendono forme antropomorfe. L’obiettivo di Panda è far ridere: si va dalle situazioni più infantili a quelle più articolate, a volte realizzate solo graficamente. In Lavennder, invece, ci troviamo di fronte a uno stile grafico completamente diverso, con nessun intento umoristico. Una storia completa, fruibile per tutti senza difficoltà di interpretazione, da usa e getta, ma da conservare anche solo per la magia dei colori, come i pocket “popolari” del secolo scorso. In un’intervista, Bevilacqua ha dichiarato:

Dopo “A Panda piace”, avevo già fatto il “passaggio” dal comico all’avventura nel 2012 con “Metamorphosis”, che è stato un po’ il mio “biglietto da visita” da autore completo per entrare in Bonelli. Dopo “Metamorphosis” c’è stato “Il suono del mondo a memoria”, pubblicato da Bao nel 2016, che è stato il mio primo fumetto a colori. “Lavennder” è un po’ la commistione di queste due opere, c’è uno spirito di mistero e avventura più affine alle atmosfere di “Metamorphosis”, ma una palette di colori che viene dagli studi che ho intrapreso con “Il suono…”.

Bevilacqua ha realizzato numerose collaborazioni: con la casa Editrice Eura Editoriale (Detective Dante, Skorpio, Lanciostory), con Bao Publishing (Il suono del mondo a memoria), con la statunitense IDW Publishing (G.I. future Noir). All’attività di narratore per immagini accosta quella di attore e autore teatrale con la compagnia Bambini Cattivi di Marco Perrone (autore televisivo, scrittore, fotografo e insegnante), realizza storyboard per film e pubblicità, visualizer per agenzie pubblicitarie, progetti per videogiochi e per il cinema d’animazione.
Un talento da conoscere che ci accompagna in visioni interessanti.