Il cielo sopra Trieste
si colora di fantastico

È tempo di fantascienza e più in generale di narrazioni fantastiche a Trieste con la diciassettesima edizione del Trieste Science+Fiction Festival (TSFF), manifestazione organizzata dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground. Il festival è affiliato al network European Fantastic Film Festivals Federation (EFFFF). L’appuntamento è ormai a dir poco un classico, una rotta obbligata per appassionati e studiosi di un genere, la fantascienza, di cui rispecchia l’eterogeneità, le mille varianti, le nostalgie, le evoluzioni, i cliché, la visionarietà, la naturale propensione ad anticipare i tempi che verranno, con tutto il suo portato di allarmi e speranze, le connessioni e le relazioni con l’intero repertorio delle narrazioni fantastiche.
Una vetrina internazionale che, raccolta l’eredità dello storico Festival del Film di Fantascienza (1963-1982), vanta nella sua storia la partecipazione dei maggiori protagonisti della moderna sci-fi, tra registi, scrittori, sceneggiatori e attori. Anche quest’anno, il TSFF prevede sezioni per film in competizione per i vari premi: il Premio Asteroide, per il miglior lungometraggio, e i due Premi Méliès d’Argent in collaborazione con la EFFFF per il miglior lungometraggio e cortometraggio di genere fantastico europeo.

Le altre iniziative e la partnership con Rai 4
A questi si affiancano rassegne di pellicole fuori concorso e retrospettive, oltre a una serie di attività collaterali ed eventi speciali che spaziano dalla musica (Stefano Bolani in concerto e la chicca di Wolfgang Flür ex Kraftwerk all’opera ne La notte degli ultracorpi) alla didattica (con gli incontri organizzati in collaborazione con il Science Centre – Immaginario Scientifico), dal fumetto (in primis la mostra dedicata alle opere dell’autore del manifesto 2017, Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ), alla futurologia (gli incontri della sezione Futurologia Docs & Talks, che quest’anno cambiano formula, includendo la proiezione di documentari) ai talk mattutini.
Da segnalare anche la partnership con Rai 4, presente in qualità di media partner. Il canale del gruppo RAI consegnerà il “Premio Rai4”, che verrà assegnato durante la cerimonia di premiazione (5 novembre), a uno dei film della selezione ufficiale. Inoltre, sarà trasmesso ogni sera un ciclo dedicato a film presentati nelle precedenti edizioni del festival. L’appuntamento è in terza serata, a partire da lunedì 30 ottobre, e fino a domenica 5 novembre con (nell’ordine): Last Days on Mars di Ruairi Robinson, REC 3: Genesis di Paco Plaza, L’arrivo di Wang di Antonio e Marco Manetti, Kiss of the Damned di Alexandra Cassavetes, Coherence – Oltre lo spaziotempo di James Ward Byrkit, The Colony di Jeff Renfro e Monsters di Gareth Edwards.
Sempre in tema di premi, in particolare, questa edizione ritorna a essere, come nel 2015, la sede per l’assegnazione del ventunesimo Méliès d’Or, premio che in buona sostanza è un vero e proprio Oscar del cinema fantastico. Nato nel 1996, il premio viene conferito al miglior film scelto tra i vincitori di sette dei festival affiliati alla EFFFF. Oltre alla manifestazione triestina, gli altri sei festival coinvolti sono: Sitges – Festival Internacional de Cinema de Catalunya (Spagna), Lund International Fantastic Film Festival (Svezia), Brussels International Fantastic Film Festival (Belgio), Amsterdam Imagine Film Festival (Olanda), Neuchâtel International Fantastic Film Festival (Svizzera), Strasbourg European Fantastic Film Festival (Francia).

Marjorie Prime, scritto e diretto da Michael Almereyda inaugurerà la 17a edizione del TSFF.

Si è detto che le opere selezionate tendono a coprire le capricciose varianti dell’Ignoto e dell’Altro, che sono le proteine della fantascienza e uno sguardo più in dettaglio al programma lo conferma. A iniziare dal film d’apertura, fuori concorso, Marjorie Prime, scritto e diretto da Michael Almereyda. Storia che esplora la dimensione più perturbante dell’intelligenza artificiale: la possibilità di far tornare in vita persone scomparse. Si narra di ologrammi, i Prime, prodotti in vari modelli, corrispondenti all’età prescelta della persona da resuscitare. La protagonista, Marjorie (Lois Smith) opera una scelta fortemente sentimentale, scegliendo di far tornare suo marito Walter (interpretato da Jon Hamm) all’età del loro incontro. La figlia di Marjorie, Tess (interpretata da Geena Davis), è la prima a essere disturbata dall’inquietante presenza, mentre suo marito Jon (interpretato da Tim Robbins), è proprio colui che è impegnato a programmare l’ologramma, nutrendolo di ricordi per perfezionarlo. Il film ha debuttato a gennaio al Sundance Film Festival, dove ha vinto lo Sloan Feature Film Prize, riconoscimento conferito ai migliori film incentrati sul tema della scienza e della tecnologia.

Concorrenti e fuori concorso
Altre sei pellicole fuori concorso saranno proiettate nella sei giorni triestina. Due arrivano dal Giappone, un omaggio alla gloriosa sci-fi degli anni Cinquanta, Before We Vanish di Kiyoshi Kurosawa e Blade of the Immortal di Takashi Miike, basato sul manga di Hiroaki Samura. Tre pellicole statunitensi, una russa, una canadese e una spagnola completano il calendario. I tre film a stelle e strisce sono l’action movie Bushwick di Cary Murnion e Jonathan Milott, Mayhem di Joe Lynch, dove l’azione la scatena un virus che azzera i freni inibitori e The Endless del duo Justin Benson e Aaron Moorhead, vicenda che prende le mosse da una setta suicida. Il titolo russo è Salyut-7 di Klim Shipenko e qui si viaggia nell’orbita dell’avventura spaziale, mentre di Colin Minihan è lo zombie movie It Stains the Sand Red. Si discende ancor più nell’oscuro con Veronica di Paco Plaza, tratto da una storia vera del soprannaturale, un caso, l’unico, che la polizia spagnola ha classificato come inspiegabile. 
Fanno invece parte della selezione cinematografica ufficiale NEON del Trieste Science+Fiction Festival 2017 i seguenti titoli: Alone di David Moreau, Beyond Skyline di Liam O’Donnell, Cold Skin di Xavier Gens, Hostile di Mathieu Turi, It Came from the Desert di Marko Mäkilaakso, Kati Kati di Mbithi Masya, Loop di Isti Madarász, The Man with the Magic Box di Bodo Kox, Rememory di Mark Palansky, Replace di Norbert Keil, Science Fiction Volume One: The Osiris Child di Shane Abbess, Zombillenium di Arthur De Pins e Alexis Ducord. Una dozzina di pellicole che ribadisce il carattere eterogeneo della rassegna, spaziando tra i generi e temi. Si passa da atmosfere lovecraftiane (Cold Skin) a omaggi sfacciati ai B-movie (It Came from the Desert), da atmosfere noir e smarrimento nei labirinti della memoria (Rememory) all’avventura tout court (Science Fiction Volume One: The Osiris Child).

Salyut-7 di Klim Shipenko è una delle pelllicole fuori concorso che saranno presentate al festival triestino.

La selezione dei cortometraggi
A sua volta, il programma completo dei cortometraggi del Trieste Science+Fiction Festival presenta 51 cortometraggi da 23 paesi diversi, 5 anteprime mondiali, 4 anteprime europee, 21 anteprime italiane. Sono tre le sezioni in programma: gli European Fantastic Shorts per il premio Méliès d’argent, (21 cortometraggi da 17 paesi europei, 1 anteprima europea e 13 anteprime italiane), gli Italian Shorts di Spazio Corto (19 cortometraggi, 5 anteprime mondiali, 1 anteprima europea, 1 anteprima italiana) e il panorama dei Fantastic Shorts (11 cortometraggi, 2 anteprime europee e 7 anteprime italiane). I Paesi rappresentati nel cartellone dei documentari del TS+FF: Italia, Slovenia, Croazia, Bielorussia, Belgio, Svezia, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Portogallo, Repubblica Ceca, Polonia, UK, Spagna, Francia, Norvegia, Brasile, USA, Grecia, Uruguay, Argentina, Messico, Canada, Australia. Una miniera da cui ogni anno vengono estratte preziose pepite. Basterà ricordare il vincitore 2015, il surreale e commovente The Kármán Line di Oscar Sharp e lo scorso anno il divertente, grottesco e altrettanto surreale Getting Fat in a Healthy Way di Kevork Aslanyan.

Masterpiece da rivedere
Infine, la sezione Sci-Fi Classix, che cala un poker d’assi: dallo spazio interiore, dall’incontro con l’altro nelle vesti di fantasmi della propria mente, Marjorie Prime, che apre il festival, allo spazio esterno, all’incontro ravvicinato per eccellenza, quello con esseri di altri mondi così come l’immaginò Steven Spielberg. Il suo classico chiuderà la rassegna Sci-Fi Classix e l’intera manifestazione, tornando sul grande schermo nel 40° anniversario dalla sua uscita in una versione speciale in 4K.

Tra i classici in programma c’è Plan 9 From Outer Space diretto da Ed Wood (1959).

La sezione verrà inaugurata da Halloween – La notte delle streghe (1978) di John Carpenter, presentato in lingua originale e nella versione restaurata e rimasterizzata in digitale al quale farà seguito La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero, scomparso nel luglio scorso e premio Urania a Trieste nel 2011, ed il fenomenale camp di Ed Wood, Plan 9 From Outer Space, “uno dei peggiori film di tutti i tempi”. Si prosegue con L’ultima spiaggia di Stanley Kramer (1959), tratto dall’omonimo romanzo di Nevil Shute, sorta di cronaca degli ultimi giorni dell’umanità in un Terra contaminata da una guerra nucleare. Cast stellare: Gregory Peck, Anthony Perkins, Fred Astaire, Ava Gardner. Stracult anche Godzilla (1954) di Ishirō Honda, ma nella versione che Luigi Cozzi rimontò nel 1977, mixata in super-stereo e colorata con il sistema Spectrorama 70. Chiude, come si è detto, Incontri ravvicinati del terzo tipo.
A questi titoli occorre aggiungere un altro classico, 2019 – Dopo la caduta di New York di Sergio Martino, film uscito nel 1983 firmato Martin Dolman. A Martino andrà il premio alla carriera Urania d’Argento, organizzato con l’omonima testata e dedicato ai grandi artisti del fantastico.
Insomma, sei giorni ai confini della realtà.