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    Risentimento, o rabbia rancida,
    ma tu chiamale, se vuoi, emozioni in Rete
    di Elisabetta Risi
    risirisi
     

    La rete può quindi costituire un ambiente di elaborazione cognitiva ed emozionale dove ci si conosce/riconosce come persone simili, un luogo di incontro dell’altro come me che, anche se si trova geograficamente istante, condivide una simile situazione lavorativa ed una medesima esperienza emotiva.
    Un’altra tipologia di funzioni attribuibili a questi messaggi online è quella comunicativa. L’utilizzo della narrazioni di risentimento ha infatti le funzioni di esprimere il proprio malessere oppure di esporre, esternare, denunciare una situazione:

    “Non so se riuscirò ad esprimere bene come mi sento: ho una rabbia e un dolore dentro di me da anni per cui è veramente difficile trovare le parole per descriverli” (nonholeta.blog).

    “Uno spazio per sensibilizzare, denunciare o, più semplicemente, comunicare (generazione1000euro).

    Rilevante tipologia di funzioni delle narrazioni di risentimento in Rete è quella propositiva. Si possono individuare due tipi di azioni che vengono proposte: delle attività da agire in Rete (l’invio di un’email al ministro, l’apertura di un blog per sollevare il problema, di un sito per stimolare attenzione e raccogliere consensi e solidarietà) e delle azioni da svolgere invece negli ambienti tradizionali della manifestazione:

    “È il caso di far scendere in piazza mille persone per sensibilizzare e rendere fisicamente visibile il problema, altrimenti non esisti”(anagrafeprecari). 

    risi Nel nostro studio abbiamo riscontrato come in Rete sia presente un proliferare non solo di blog personali, ma anche di blog a più voci, siti, forum, social network costruiti o frequentati da questi soggetti. Essi divengono da un lato luogo e strumento di condivisione di emozioni e sentimenti (altrimenti difficilmente possibile per distanzia o vergogna della propria situazione) e di potenziale elaborazione del risentimento attraverso la narrazione della propria esperienza; dall’altro, rappresentano una possibilità per costruire la rappresentazione dell’identità personale o collettiva, attraverso il dialogo, il riscontro e il riconoscimento dell’altro.

       [1] [2] [3] (4)

    l
    — Alberoni F., Genesi,
    Garzanti Libri,
    Milano, 1989.

    — Benasayag M., Schmit G.,
    L’epoca delle passioni tristi,
    Feltrinelli, Milano, 2005.

    — Bruner, J.,
    La mente a più dimensioni,
    Laterza, Bari, 2005.

    — Di Fraia G.,Storie con-fuse.
    Pensiero narrativo,
    sociologia e media
    ,
    Franco Angeli, Milano, 2004.

    — Girard R., Il risentimento.
    Lo scacco del desiderio
    nell’uomo contemporaneo,

    Raffaello Cortina Editore, 1999.

    — Nietzsche F.,
    Genealogia della morale,
    Mondadori, 1975.

    — Runciman W.G.,
    Ineguaglianza e coscienza sociale.
    L'idea di giustizia sociale
    nelle classi lavoratrici
    ,
    Einaudi, Torino, 1972.

    — Scheler M.,Il risentimento
    nella edificazione delle morali,
    Vita e Pensiero, Milano, 1975.

    — Tommelieri S.,
    La società del risentimento,
    Meltemi, Roma, 2004.

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