Il tempo estatico del guimbri
e le sue atmosfere ipnotiche

Ongon
Solo Guimbri
Antonio Bertoni: guimbri

Artwork: Lupo Bertoni
Graphic design: Stefano Leonardi
Loup Editions, 2026

Ongon
Solo Guimbri
Antonio Bertoni: guimbri

Artwork: Lupo Bertoni
Graphic design: Stefano Leonardi
Loup Editions, 2026


Antico antenato del basso, il guimbri (anche conosciuto come guembri, gimbri o sintir) sembra aver trovato spazio e impiego anche nelle nostre lande occidentali, utilizzato in diversi contesti ma sempre con le sue classiche sonorità gnawa, riconducibili all’area del nord Africa. Proprio dall’area grossomodo corrispondente a Marocco, Algeria, Tunisia e Mali, questo strumento dalle dimensioni vicine a una chitarra, con due corde lunghe e una più corta su un semplice manico rotondo, un corpo armonico rettangolare, di legno e ricoperto da una membrana di cammello, è originario, utilizzato dalle popolazioni Gnawa per rituali e cerimonie connessi alla cultura di questo gruppo etnico. Il suono è molto percussivo e la corda più corta (sono tutte in pelle di capra, almeno originariamente) ha la funzione di bordone, accentuando l’elemento ipnotico, di vera e propria trance, che ovviamente rende lo strumento affascinante anche alle nostre latitudini. La tecnica per suonarlo ricorda molto da vicino il clawhammer, la prima modalità di approccio al banjo, antecedente alla rivoluzione apportata da Earl Scruggs negli anni Venti dello scorso secolo, che prevede l’utilizzo di tre piccoli plettri infilati nel pollice, indice e medio. Sia il banjo clawhammer che il guimbri vengono invece suonati pizzicando (percuotendo si potrebbe dire) le corde con la nocca dell’indice e con l’interno del pollice che suona il bordone. Non a caso, per quanto riguarda il banjo, la tecnica clawhammer si fa risalire ad ascendenze africane, molto probabilmente proprio all’utilizzo del guimbri, ma anche di altri liuti comuni in Africa.  Lo strumento, in questi ultimi anni, ha cominciato a essere usato in contesti non propriamente riconducibili alla musica gnawa, pur portandone inequivocabilmente le sonorità e le dimensioni estatiche.

L’esperienza dei Bab L’ Bluz
Uno degli ultimi esempi è rappresentato dai Bab L’ Bluz, gruppo franco marocchino formatosi nel 2018 a Marrakesh grazie alla cantante Yousra Mansour e al musicista Brice Bottin. La particolare miscela di afrobeat, blues, gnawa music e Chaabi (musica popolare marocchina) è proprio caratterizzata dall’uso di ben due guimbri: l’awisha, un guimbri più piccolo e più vicino alla chitarra, suonata da Mansour, e il vero e proprio guimbri di Bottin, con la funzione fondamentale di basso e propulsore di ritmi, ambedue elettrificati.
Scritturati dalla Real World di Peter Gabriel, i Bab L’ Bluz, con l’aggiunta di Brahim Terkemani e Mehdi Chaib, flauti, batteria e percussioni, hanno pubblicato fin qui due album, Nayda! nel 2020, e Swaken nel 2024. Intensa attività live, impegno politico e tematiche femministe, in aggiunta all’esplosiva fusione di suoni e ritmi, con i chiari richiami alla trance gnawa, hanno fatto dei Bab L’ Bluz uno dei gruppi più apprezzati da critica e pubblico.

L’impiego che ne fanno i  Natural Information Society
Altro esempio particolarmente significativo sono i Natural Information Society del bassista Joshua Abrams, da Chicago. Se con i Bab L’ Bluz più o meno si rimaneva in un ambito per così dire etnico, con la formazione di Abrams da una parte entriamo in un mondo più vicino all’improvvisazione, ma dall’altra viene accentuato, con particolari modalità vicine al minimalismo e alla sperimentazione, proprio l’elemento trance, riconducendoci alla cultura gnawa. Già a fianco, tra gli altri, di Hamid Drake, Rob Mazurek, Jason Stein, Tomeka Reid, nei Natural Information Society Abrams abbraccia esclusivamente il guimbri, accompagnato da Lisa Alvaredo all’harmonium e all’elettronica, Mikel Patrick Avery alla batteria, Jason Stein al clarinetto basso, con altri diversi collaboratori che vanno da Emmett Kelly alla chitarra elettrica, a Frank Rosaly alla batteria. Musica reiterata, ritmicità marcata e ossessiva, delineazione di suoni ambient e lunghe composizioni che esaltano l’elemento estatico, per alcuni versi psichedelico. Ma anche un’attenzione particolare all’improvvisazione, soprattutto nell’album Descension (Out Of Our Constrictions) con Evan Parker, o nei due lavori insieme ai Bitchin Bajas, altro gruppo “minimalista” di Chicago, Automaginary e Totality, anche se qui, ovviamente, la musica vira più verso l’elemento ipnotico, ancestrale, con una peculiare ricerca del suono e della costruzione dell’ambiente sonoro.

Il guimbri italiano: Antonio Bertoni
Sorprendente, invece, la proposta musicale proveniente da Piacenza, per mano del bassista e contrabbassista Antonio Bertoni, abile sperimentatore in diversi campi musicali e autore di un affascinante lavoro Solo Guimbri, a nome Ongon (una figura in legno intagliato che nello sciamanesimo mongolo funge da dimora per lo spirito di un antenato o per uno spirito protettore), pubblicato quest’anno da Loup Editions. In questo caso, l’approccio di Bertoni è molto più vicino alla tradizione (e questa è la sorpresa), seppur rivisitata e frutto di diverse suggestioni e elementi provenienti da altre culture, non solamente quella gnawa. L’album è il risultato di una profonda e lunga ricerca sullo strumento, scelto per la sua percussività unita alle corde e le molte sfumature ritmiche e dinamiche. Si passa dal 7/8 di Non Opacizzarsi, ispirato dagli assoli di tabla e dalla musica hindustani, all’11/4 di Anna, espressamente scritta per guimbri e con una struttura ritmica che integra due diverse velocità; Campane Doppie invece trae ispirazione dalle variazioni ritmiche delle coppie di campane doppie del Camerun, mentre Takamba è un omaggio a questa particolare musica proveniente dal Niger e dal Mali. Un lavoro suggestivo, dal sapore unico, che mostra abilmente l’espressività e le risorse del guimbri, costruendo musicalmente una tradizione altra a partire comunque dalla potente ed estatica sonorità di questo caratteristico basso dalla lunga storia. In questo quadro di scoperta delle potenzialità del guimbri, il lavoro di Bertoni si distingue per la sua asciuttezza e essenzialità, dandoci modo di apprezzare appieno l’ipnotico ed estatico incedere dello strumento. Un album da ascoltare con mente e orecchie aperte, pronti per un viaggio iniziatico.

Ascolti
  • Bab L’ Bluz, Nayda, Real World, 2020.
  • Bab L’ Bluz, Swaken, Real World, 2024.
  • Joshua Abrams & Natural Information Society, Simultonality, Eremite Records, 2017.
  • Natural Information Society with Evan Parker, Descension (Out Of Our Constrictions), Eremite Records, 2021.
  • Natural Information Society, Perseverance Flow, Eremite Records, 2025.
  • Natural Information Society & Bitchin Bajas, Automaginary + Totality, Drag City, 2025.