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    George Armstrong Custer, chi era veramente costui? di Giovanni De Notaris


    custercuster


    Non appare qui necessario dilungarsi troppo approfonditamente sulla biografia del nostro; se il lettore vorrà potrà trovare varie biografie (un po’ troppo dure nei confronti del giovane generale). La vita di quest’uomo fu, come quella di tutti, costellata da successi e insuccessi; dalla gloriosa esperienza della guerra civile che fece di lui e della moglie una delle coppie più famose di Washington, a periodi in cui si trovò in situazioni di ristrettezze economiche, cosa che per il suo orgoglio fu peggio che ricevere una fucilata. Nonostante avesse alla fine della guerra perso il grado di generale, continuava a considerarsi tale e a farsi chiamare così, vestendo anche una divisa  piuttosto inusuale per un ufficiale di cavalleria, che pare egli stesso avesse ideato. Non rispettava molto le gerarchie, ma pretendeva che gli uomini al suo comando rispettassero lui. Era un fautore della ferrea disciplina militare che applicava in maniera severa. Pretendeva dagli uomini al suo comando una forza non solo di volontà ma anche fisica che andava talvolta oltre ogni limite; non riteneva infatti che la resistenza dei suoi soldati potesse essere inferiore alla sua; e questo alla lontana gli sarebbe risultato fatale. La sua era una personalità poliedrica e complicata; non è affatto facile identificarlo con precisione e comprenderne veramente la psiche.
    Quello su cui molti storici sembrano però essere d’accordo, è che il giovane generale dalla lunga chioma bionda aveva di sé un’alta opinione tanto da considerarsi una leggenda vivente, e come tale, non solo pretendeva di essere trattato, ma  pensava e agiva proprio in virtù di quest’alta idea che aveva di sé.
    Lo si può notare soprattutto nella cronaca autobiografica che scrisse inizialmente a puntate per la rivista  Galaxy. My life on the Plains7 racconta delle vicende accadute nelle campagne da lui condotte a partire dal 1867 fino al 1874, due anni prima dell’ inizio della campagna militare che sarebbe culminata  con la battaglia del Little Big Horn in cui trovò la morte insieme a tutti i suoi soldati.

      [1] [2] (3) [4]

    7. George Armstrong Custer, La mia vita nelle Grandi Pianure, Mondadori, Milano, 1997.
     
     
     
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