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    George Armstrong Custer, chi era veramente costui? di Giovanni De Notaris


    custercuster

     

    Con questa breve digressione si vuole solo sottolineare come i mezzi di comunicazione di ogni genere, pur avendo avuto il merito di tener vivo nella memoria storica determinate icone della frontiera americana, non sono sempre stati generosi verso i personaggi che andavano a rappresentare, dandone una rappresentazione lievemente distorta, vuoi per errate interpretazioni, vuoi per determinati pregiudizi, vuoi per esigenze di copione. Custer ovviamente non fa eccezione. Ma perché?
    Già all’epoca egli era considerato un individuo particolarmente impulsivo, poco dedito al compromesso, troppo (davvero troppo!) pieno di sé; un ufficiale difficilmente inquadrabile e controllabile, a cominciare dai suoi stessi superiori, che non avevano piena fiducia in lui proprio a causa del suo carattere, ora tranquillo e affidabile, ora spinto da una foga militaresca derivante dalla sua voglia di dar sfogo a uno smisurato ego che rischiava di mettere in pericolo anche gli uomini al suo comando. Sopra ogni altra cosa però, colpì ovviamente la sua tragica disfatta finale che, se da un lato fu motivo di rinvigorimento della politica di sottomissione nei confronti dei nativi americani, dall’altro forgiò il mito del giovane militare fanatico che spara prima di pensare. Non è così. 

    Come si vedrà più avanti chiunque al suo posto avrebbe subìto una disastrosa sconfitta. Custer resta perciò un valido ufficiale nonché un uomo fondamentalmente onesto; il vero interrogativo da porsi è quanti registi o scrittori si siano fatti trascinare più dal mito che dalla realtà. Forse la fiction richiede più la fantasia che la verità per raccontare le sue storie. Ma ora è tempo di continuare ad analizzare la figura dello sterminatore di indiani.  
    Il giovane e indisciplinato cadetto di West Point si distinse infatti già a soli ventitrè anni comandando una brigata di cavalleria unionista durante la triste esperienza della sanguinosa guerra civile e lì fu nominato generale di brigata. Iniziò la sua leggenda; ma anche l’amore dolce e premuroso per la sua futura moglie Elizabeth “Libbie” Bacon. Erano anche gli anni della straordinaria e purtroppo infelice duplice presidenza di Abraham Lincoln. Delle idee politiche del giovane Custer poco ci interessa, anche se hanno avuto peso nella sua tragica fine. Pare che egli nascesse democratico ma che non sembrasse favorevole all’abolizione della schiavitù.

      [1] (2) [3] [4]
     
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