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    Batman Arkham Asylum
    di 
    Rocksteady Studios

    Arkham Asylum è un viaggio a fosche tinte nella psicologia dell’uomo pipistrello. Dimostra la sua personalità sin dall'intro semi-interattiva, in cui un aguzzo Joker scortato verso la sua cella ci offre un volto splendidamente ritratto, oltre a una serie infinita di provocazioni a Batman e alle guardie, per poi essere seguito da una deliziosa apparizione di un Killer Croc quasi incurante delle scariche elettriche del suo collare di costrizione. Joker, ovviamente, trova il modo di fuggire e di spalancare le celle del manicomio criminale di Arkham, ed è a questo punto che si inizia a godere uno degli aspetti più riusciti del gioco: le mirabolanti scazzottate. E poi c’è l’altra componente principale del gioco, cioè quella stealth-investigativa. Praticamente connaturato nello stile di Batman, detective il cui approccio furtivo si esprime soprattutto grazie a un classico ”bat-gingillo”come il rampino, con il quale il Cavaliere Oscuro può issarsi un po’ dappertutto: tetti, passerelle, doccioni, gargoyle, da cui cogliere di sorpresa i nemici con improvvise picchiate o inaspettati “sequestri” dall’alto che terminano con la vittima appesa a testa in giù. In Arkham Asylum nel frattempo si viene travolti da una storia assolutamente intrigante in cui ogni grande icona del celebre fumetto DC-Comics (il Commissario Gordon, Harley Quinn, Poison Ivy, lo Spaventapasseri…) trova la sua giusta collocazione e caratterizzazione, grazie anche a numerose registrazioni delle sedute psichiatriche dei nemici di Batman, che troveremo sparse in tutto il manicomio, le quali offrono spessore e anima ai personaggi che si incontrano durante l’avventura. Lo stesso Batman si ritroverà a viaggiare nei più bui meandri del subconscio, per conoscere, affrontare e vincere, le sue più grandi paure. Arkham Asylum non si inventa nulla di particolare nel suo segmento di mercato, ma tutto è così ben studiato e curato nei particolari, da risultare alla fine un mix coreografico di accessibilità e coinvolgimento assolutamente irresistibile. Un Bat-capolavoro!
    Valerio Volpicelli

    Batman 
     
    titolo 
    Batman Arkham Asylum

    piattaforma PC/X360/PS3

    genere Azione/Avventura

    distributore Halifax

    sviluppatore Rocksteady Studios

    supporto DVD/Blu-Ray

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    Darkest of Days
    di 
    8monkey Labs

    Durante la battaglia di Little Big Horn, il soldato Alexander Morris rimane gravemente ferito. È disteso a terra, è a un passo dalla morte, ha visto morire il generale Custer. Sembra finita, quando appare, da una sfera misteriosa, l’agente Dexter, dell’agenzia KronoteK, il quale recupera il nostro eroe che viene teletrasportato nel futuro. Così inizia la grande avventura di Darkest of Days, titolo di esordio di 8monkey Labs. A nostra disposizione avremo armi dell'epoca (potenziabili così da migliorare velocità di ricarica, accuratezza, ecc.) utili per salvare le apparenze e non lasciare troppe tracce del proprio passaggio, anche se non mancheranno gadget futuristici come gli inseguitori, piccole sferette stordenti da lanciare contro i nemici circondati da un'aura blu, e che per preservare l'integrità della linea temporale non devono essere uccisi. Non mancheranno - rare - opportunità di usare qualcosa di più potente: lanciare razzi contro i sudisti o falciare i Cherokee con una mitraglietta è un'idea talmente strampalata da risultare persino divertente. Trattandosi di un gioco, dove non deve mancare la sfida, incontreremo anche qualcuno dei soldati cattivi di cui sopra che potrà rispondere al fuoco (nostro) come si conviene. Insieme a Dexter viaggeremo nel tempo per evitare che il continuum spazio-tempo vada in briciole a causa di un gruppo di “crono-terroristi” che sta interferendo con le più importanti battaglie della storia. A ciò si aggiunga il rapimento dell’inventore dei viaggi spazio-tempo, il dr. Koell, per creare una trama piuttosto intrigante, dai risvolti cupi e catastrofici. Affronteremo dunque diverse missioni: portare in salvo un comandante dell'Armata Rossa dall’assalto dei nazisti, salvare un agente infiltrato nell’esercito sudista durante la battaglia di Antietam, unirsi alle forze Alleate nella Seconda Guerra e persino combattere con i legionari romani a Pompei nel Settantanove d.C. durante l’eruzione del Vesuvio! A nostra disposizione avremo armi dell’epoca, utili per salvare le apparenze e non lasciare troppe tracce del proprio passaggio, anche se non mancheranno gadget futuristici come gli inseguitori, piccole sferette stordenti da lanciare contro i nemici circondati da un’aura blu, e che per preservare l’integrità della linea temporale non devono essere uccisi. Non mancheranno – anche se rare – opportunità di usare armi più potenti: lanciare razzi contro i sudisti o falciare i Cherokee con una mitraglietta è un’idea talmente strampalata da risultare persino divertente. Essendo un gioco, dove non deve mancare la sfida, incontreremo anche qualche “crono-terrorista” che potrà rispondere al fuoco come si conviene. Senza dubbio il plot narrativo strizza l’occhio ai grandi capolavori della fantascienza cinematografica degli anni Ottanta, in primis Back to the future di Robert Zemeckis, rievocando al contempo atmosfere di dickiana memoria che faranno rallegrare i più accaniti futurologi.
    Valerio Volpicelli

    Darkest of Days
    titolo Darkest of Days

    piattaforma PC/X360/PS3

    genere Firs Person Shooter

    distributore Phantom EFX

    sviluppatore 8monkey Labs

    supporto DVD/Blu-Ray

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    Wet
    di 
    A2M

     

    Giocando Wet penseremmo immediatamente ad un opera del più ispirato Quentin Tarantino, invece è un prodotto Bethesda e Artificial Mind & Movement. Lo stile provocatorio e dissacrante, tipico dell’hard boiled e dei thriller movies di serie B, caratterizzato da un’azione esagerata e fracassona, spettacolare e violentemente “pulp”, lo stile eccessivo, un gameplay martellante, ed una protagonista sensuale. Wet è tutto questo e anche di più. Il nome Wet è l'abbreviazione di Wetwork, tradotto poco poeticamente con “lavoro sporco”, trattandosi di un eufemismo che indica le mani bagnate di sangue di killer e sicari. Nel titolo impersoneremo dunque Rubi, affascinante e letale killer a pagamento, disposta a dispensare roventi dosi di piombo in cambio di un gruzzolo sostanzioso. Ambientato negli anni Settanta, e tutto a cavallo fra San Francisco ed Hong Kong, Wet dispensa scorci assai caratteristici, cari agli amanti dell’action movie anni Novanta con effetti grafici che simulano clichè e mode cinematografiche di quegli anni: le incertezze di una pellicola, spot pubblicitari patriottici fra un capitolo e l’altro, bobina che si brucia dopo il “game over”. Inoltre, bellissime le sequenze in cui Rubi perde le staffe, con tanto di sirena alla Kill Bill e con un’impostazione cromatica particolarissima: saturata di un rosso acceso, la scena visiva perde la sua complessità e si fa spigolosa. Le sagome degli avversari, rigorosamente in banco e nero, si frammentano e scompaiono ad ogni colpo, schizzando di spruzzi candidi le pareti infuocate. Il tutto mentre il ritmo rock martellante dei brani di sottofondo incita e sostiene l’azione del giocatore. Mai come in questo caso, infatti, la colonna sonora è parte integrante della progressione: le musiche composte per l'occasione sono potenti ed esaltanti, perfette per sottolineare il carattere artistico sopra le righe e per stimolare l’utente. Rock, metal, country estremo, o ancora note orientaleggianti nei livelli ad Hong Kong, sono quanto di meglio si può chiedere ad una colonna sonora, ispirata ed efficacissima.
    Valerio Volpicelli

    Wet
    titolo Wet

    piattaforma X360/PS3

    genere Action/Third Person Shooter

    distributore Atari

    sviluppatore A2M

    supporto DVD/Blu-Ray

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