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    Gran Torino
    di 
    Clint Eastwood

     

    Nello scenario di una periferia urbana americana, dove la vecchia classe operaia americana è stata progressivamente sostituita dagli immigrati, si sviluppa la trama del film che vede protagonista un vecchio operaio, veterano della guerra di Corea - Walt Kowalski - alle prese proprio con l’immigrazione coreana e con la violenza degenerata delle gang giovanili di quartiere. Le vicende del film ripercorrono emblematicamente le principali fratture che segnano le classi popolari americane, soprattutto nelle periferie urbane dove le marginalità sociali si manifestano in modo più radicale. Prima fra tutte la frattura razziale, segnata dai pregiudizi reciproci tra americani e immigrati e tra gruppi di immigrati di diversa nazionalità. E poi la frattura generazionale, generata da processi di trasformazione così radicali della cultura sociale americana, da impedire la comprensione intergenerazionale tra genitori, figli e nipoti. Il film attraversa queste fratture e ne evidenzia la forza negli atteggiamenti di chiusura reciproca tra Kowalski e la comunità coreana, tra Kowalski e la sua famiglia. A ciò si aggiunge un depotenziamento dell’attore pubblico e delle istituzioni religiose nel mediare i conflitti sociali e nel ricomporre le fratture. Lo sviluppo della trama, tuttavia, evidenzia che esistono dei percorsi per la ricomposizione delle fratture etniche e generazionali e che sono basati sul progressivo riconoscimento reciproco nella pratica quotidiana. Ma non si tratta di percorsi facili, soprattutto in contesti segnati da forti marginalità come quelli attraversati dal film. Al contrario si tratta di esperienze a forte conflittualità che comportano un coinvolgimento e un costo, emotivo e materiale, a livello personale di grande intensità. Il film non scioglie un ambivalente rapporto tra la capacità dei singoli di ricomporre relazioni, anche a partire da forti distanze sociali, e l’impotenza delle istituzioni nel ricomporre le fratture che si aprono all’interno del corpo sociale.
    Francesco Pirone

    Gran Torino 
     
    titolo 
    Gran Torino

    regia Clint Eastwood

    principali interpreti Clint Eastwood, Bee Vang, Ahney Her, Christopher Carley, Austin Douglas Smith

    casa di produzione Warner Bros

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    Enki Bilal Animal'z
    a cura di 
    Christian Desbois, François Tajan, Eric Leroy

    Enki Bilal Animal’z di Artcurial è il sontuoso catalogo della mostra che ha presentato, fra l’8 luglio e il 10 settembre, tutte le tavole dell’ultimo graphic novel (già disponibile in italiano presso l’editore Alessandro di Bologna) dell’artista di origine jugoslava nelle sale dell’Hotel Marcel Dassault a Parigi. Il volume riproduce nell’ordine cronologico del racconto tutte le tavole della vicenda narrata, così come sono distribuite – peraltro – negli ambienti in cui è stata ospitata l’esposizione, prive delle didascalie e dei baloons. La vicenda che si dipana è fra le più eteree – nei toni, nelle sequenze, nell’atmosfera che Bilal riesce a creare. La “storia”, se così si può definire, si svolge quasi completamente su un mare nebbioso, grigio, morto che immaginiamo quasi alla fine del tempo, ai margini di uno spazio irriconoscibile. L’atmosfera è da dopobomba, o da post disastro ambientale, anche se sono evidenti i residui di tecnologie più che avanzate e ancora utilizzate. I personaggi, guerrieri, militari, forse solo sopravvissuti a qualche conflitto feroce e forse a bizzarri esperimenti genetici, si cercano, si inseguono e si scontrano, o si ritrovano nemici o alleati, di volta in volta… con le parole dell’autore, a introdurre la serie di 350 disegni, “…L’idea di uno slancio comune motore di creazione […] Il tutto come un passaggio verso un unico obiettivo che sarà la dispersione” (traduzione nostra). L’ultima, affascinante fatica di un grande artista, che – nella lunga intervista che apre il bellissimo volume – discute di questo lavoro, ma anche di politica, di arte, del suo percorso artistico, del fumetto e del disegnare, ma anche di cinema, di Andy Warhol e Francis Bacon… Infine, a completare il catalogo, la filmografia e una bibliografia completa dei lavori dell’artista, di cui Casterman sta curando da qualche anno la riedizione completa.
    Adolfo Fattori

    Enki Bilal Animal'z
     
    titolo Enki Bilal Animal'z

    a cura di Christian Desbois, François Tajan, Eric Leroy

    editore Artcurial

    pagine 200

    prezzo € 40,00

     


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    Diabolik - Eva Kant. Una vita vissuta diabolicamente
    a cura di 
    Autori Vari

    Diabolik ha due mamme, Angela e Luciana Giussani, ha una sola compagna, Eva Kant, un solo avversario, il commissario Ginko e mille personalità, tante quante quelle delle sue vittime. Forse, poi ha un fratello da cui si è separato in culla… Diabolik nasce nel 1962 e subito si dedica ad attività criminali. James Bond, al cinema (ma prima chi lo conosceva?) nasce nel 1962 e subito si dedica ad attività criminali, ma si schiera dalla parte della legge. Vincono sempre, entrambi, ci riescono grazie a mille marchingegni tecnologici schiettamente fantascientifici. Se la cavano in ogni caso, anche grazie alla presenza di una compagna preziosa in ogni frangente. Qui c’è l’altra grande differenza tra i due, uno Bond è un tombeur de femmes, l’altro monogamo integralista. Donne e motori, uno Bond preferisce l’Aston Martin, l’altro, Diabolik, la Jaguar. In realtà Eva Kant è donna a priori per dirla kantianamente, e in qualche modo precede la fenomenologia di tutte le donne che Bond incontra. Tutto questo per sottolineare il valore internazionale di un eroe nero made in Italy, che è stato celebrato la scorsa estate a Roma con una mostra promossa dalla Provincia di Roma, curata da Vincenzo Mollica in collaborazione con la casa editrice Astorina (editore tuttora del fumetto Diabolik). La mostra era gratuita ed è stata ospitata dal 10 luglio al 13 settembre a Palazzo Incontro. Il catalogo ha la medesima struttura della mostra che si sviluppava in sei sezioni, quasi delle mostre nella mostra, su tre piani. Il primo capitolo si intitola come la mostra al pianterreno, Storia di una storia, che illustra le varie fasi di realizzazione di un albo a fumetti, dal soggetto originale sino al momento della stampa. Il secondo capitolo corrisponde al secondo piano: Eva Kant Primadonna, una serie di pannelli dedicati all’affascinante signora in nero. Il terzo capitolo è centrale per capire il personaggio, la sua aderenza all’immaginario collettivo della tarda modernità: Diabolik tra scienza e fantascienza. La mostra vi dedicava due sale contenenti non solo illustrazioni, ma anche una serie di modelli e ricostruzioni in scala delle invenzioni diabolike del Nostro. Il quarto capitolo, Due contro tutti, illustra la relazione pericolosa e per questo eccitante della coppia, mentre il conclusivo Una vita in nero ricostruisce la storia dell’editore Astorina le cui vicende sono diabolikamente intrecciate con la coppia (anzi, il trio, considerato il ruolo di Ginko, la terza k) . Infine, ritornando virtualmente giù, al piano terra si poteva visionare il documentario Le sorelle Diabolike dedicato alle due mamme, ma nessuna delle due svelava il mistero della separazione alla nascita di Diabolik e Bond. Che sia stato Fantômas?
    Gennaro Fucile

    Diabolik
    titolo Diabolik - Eva Kant. Una vita vissuta diabolicamente

    a cura di Autori Vari

    editore Astorina

    pagine 80

    prezzo € 15,00

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