Il libro del futuro
di Andreas Eschbach
Fazi Editore
Pag. 244 
Euro15,00

 





 
Il libro del futuro
di Andreas Eschbach


La fantascienza ha le sue tradizioni e solo a fatica nel tempo accetta, a volte, di liberarsene. Un classico, ad esempio, sono i testi scritti fondandosi sullo stato reale delle conoscenze tecnico-scientifiche per azzardarne i possibili sviluppi. Tra i maestri del genere spiccano Isaac Asimov e Arthur C. Clarke. Bruce Sterling ne ha raccolto il testimone e la tentazione continua, irresistibile. Andreas Eschbach, lo dichiara con franchezza: “Quando si tratta del futuro non riusciamo a resistere. Sicuramente non ci riesco io. Se devo essere sincero le storie sul futuro sono state la mia passione fin dal primo momento in cui sono stato in grado di pensare” (pag. 13).

Fatta questa premessa, l’autore tedesco - di cui Fanucci ha pubblicato Miliardi di tappeti di capelli, Nippon Story e Lo specchio di Dio - si cimenta senza timore con temi insidiosi, dalle nanotecnologie alla demografia, il clima, l’energia, internet, lo stato assistenziale ed i viaggi spaziali.

Il libro ha come sottotitolo Come vivremo nel XXI secolo?, ed esplora le possibili rivoluzioni della vita quotidiana, dell’ambiente naturale/artificiale che stiamo edificando e dei corpi destinati a popolarli. In altre parole, Eschbach si chiede come proseguirà il passaggio dalle fantasie scientifiche alla fantascienza reale. Un passaggio che il paesaggio del pianeta consumo trasmette ormai in alta definizione. A ben vedere, infatti, il desiderio di speculare sul domani non è connaturato solo agli scrittori di sf, ma appartiene a tutti gli abitanti del mass market. La ricerca di una prospettiva temporale, di qualcosa che si emancipi dal presente assoluto dominante si segnala bene proprio su questo piano. La domanda (dei consumatori) e l’offerta (delle aziende) chiamano innovazione il futuro. Il nuovo è reclamato e reclamizzato ovunque e sempre. 

Eschbach esplora proprio le tecnologie che sostengono il moto perpetuo di questa ossessione, considera ipotesi suggestive, smaschera fanfaronate di ieri e di oggi, apocalittiche o integrate che siano, con tono misurato e discreta competenza scientifica, sbeffeggiando con garbo la volontà di potenza della scienza, come a proposito delle case intelligenti: “Il computer domestico centrale ha memorizzato le preferenze individuali delle persone che segue dappertutto: quando qualcuno entra in una stanza, trova le sue immagini preferite su display supersottili appesi alle pareti, naturalmente senza antiquate cornici, e sente ovunque la sua musica preferita diffondersi da altoparlanti invisibili. Cosa accadrà se due persone di gusti diversi entreranno nella stessa stanza?” (pag. 78). Se questo è davvero Il libro del futuro, o una piacevole passeggiata nell’immaginazione dell’autore lo si potrà scoprire con quattro agili mosse: leggerlo, prendersi un po’ di tempo (meglio se abbondante), rileggerlo ed entrare in un negozio qualsiasi. Tutto in quel momento sarà chiaro.



 

Recensione di Gennaro Fucile