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    Il pianoforte deve suonare da sé, annota Nanof di Stefano Pastor
     

    nannettiUna poesia capace di anticipare l'attuale Babele mediatica che vacuamente sovrappone e diffonde piani linguistici ed espressivi differenti e finanche incompatibili, senza che alcuna operazione di discernimento e di analisi ponga le basi di una qualche responsabilità della comunicazione, mettendo insieme – si pensi per esempio ad uno spot televisivo di parecchi anni fa – Beethoven, vita famigliare, e consumo di distillati in un frullatore letale che, irrimediabilmente corrompe i materiali eventualmente nobili che utilizza. Una poesia che è dunque quasi metafora di questo contemporaneo torrenziale magma, privo di contenuti e di valori, imposto con l'arroganza della presunzione e del potere. Linguaggio televisivo, linguaggio pubblicitario, Estetizzazione del mondo che trova simbolicamente forza nello slogan ‘L’immaginazione al potere’ (Gennaro Fucile, Se Una Notte dell’Inverno 1968 Un Viaggiatore, Quaderni d’Altri Tempi n. 14 – maggio/giugno 2008), poteri economici che controllano le masse attraverso l’estetica del consumo (coatto), invadendo spazi di libertà e di cultura con lo slogan ed il design. 
    Ma posti di fronte al graffito ci troviamo al cospetto di un affastellamento grafico-letterario-contenutistico espressivo in modo così impressionante, nel suo fluire caotico e determinato, di un disordinato, mastodontico volume lessicale, capace però di arrestarsi di colpo, con gesto artistico grandioso, per lasciare apparire perle di intensa meditazione interiore ed esistenziale come nel cupo La morte deve suonare da sé. 
    E qui vale la pena soffermarsi sul mistero di quel sito e sul suo comunicare oltre l’oggettivo espresso dal segno. Il verso succitato è suggerito da Manoni ne I Graffiti della Mente, e pare che si tratti di una ricostruzione (mirabile nella sua capacità di captare un significato evidentemente implicito) di un frammento non completo. Sul muro infatti troviamo rte deve suonare da sé e a sinistra delle lettere rte il muro è intatto, liscio; il margine sinistro della pagina (tutto il graffito è contenuto in pagine di diversa dimensione incise sul muro) non si chiude, contro il bordo superiore, immediatamente a margine di quella r, per pochi centimetri. Seguendo quella piccola via di fuga si scivola, a sinistra, verso un’altra piccola pagina che non contiene nulla, sul piano verticale, all’altezza delle lettere rte. Più in basso però appare l’inquietante immagine di un pianoforte a coda con uno sgabello vuoto. Diventa possibile ora ricostruire le lettere che si trovano appena sopra il disegno e che terminano contro il margine destro della pagina che contiene le lettere e l’immagine, e contemporaneamente sinistro della pagina di provenienza: Il pianofo.

     

    nanettinanetti
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