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    I morti viventi nei ricordi custoditi dal Web di Alessandra Micalizzi


    Le testimonianze, invece, sono racconti auto-biografici, lasciati direttamente dalla persona che ne è protagonista, ma, come il caso precedente, riguardano storie di vita che si fanno testimoni del cambiamento storico e sociale vissuto dalle città e dai piccoli centri italiani. Il referente della narrazione continua ad essere la comunità della rete. Il lettore, sia nel caso delle memorie che delle testimonianze, assolve il compito del testimone, nell’accezione descritta da Paolo Jedlowski3 , referente, custode e affidatario di quel particolare racconto. 
    Il terzo gruppo di ricordi on-line individuato è quello dei monumenti virtuali4 . Si tratta in prevalenza di pagine personali realizzate in maniera amatoriale, dai familiari del defunto, dedicate alla vita del soggetto ma soprattutto alle cause della sua morte, agli eventi che hanno determinato la sua scomparsa. 
    L’oggetto della narrazione è, dunque, un particolare episodio che riguarda la vita del defunto e spesso tale avvenimento ha una rilevanza sociale e culturale. La grafica è utilizzata, pur nella sua semplicità, per sottolineare il tono luttuoso dei contenuti e per marcare il dolore che spesso accompagna la prematura scomparsa del soggetto, protagonista della narrazione. 
    In questi casi emerge chiaramente il bisogno profondo di tenere memoria, di impedire che venga dimenticata quella che si vuole proporre come verità taciuta. 

    riprip

    I ricordi sono brevi narrazioni, spesso composte da poche righe, postate in prevalenza in quegli ambienti definiti cimiteri virtuali5 . I pochi casi presenti sul web italiano hanno grosso modo le stesse caratteristiche: l’uso di terminologie tipicamente legate all’ambiente cimiteriale per indicare le varie sezioni del sito, un impianto grafico che evoca in maniera più o meno palese le iconografie e l’ambientazione del “classico” cimitero, la possibilità di costruire gratuitamente o a pagamento uno spazio dedicato alla memoria del caro estinto. Vi sono immagini o semplicemente raffigurazioni che richiamano la passione di Cristo, i classici lumini o le candele, dominano i colori scuri ed è spesso possibile vedere le fotografie opportunamente incorniciate del defunto.
    Nel caso dei ricordi il vero referente della narrazione è il proprio caro, quasi a volere instaurare con lui un dialogo diretto e personale, superando i limiti della “distanza” fisica. La rete, lo strumento in grado di abbattere le frontiere spazio-temporali, sembra permettere di raggiungere anche chi “non c’è più”.  In questo caso l’obiettivo è quello di tenere traccia di un proprio pensiero, una dedica personale al ricordo di chi si ama, che lascia un segno concreto, non tangibile ma rileggibile nel tempo. Molto simili ai ricordi sono gli aggiornamenti, con cui indichiamo quei particolari messaggi direttamente rivolti alla persona estinta, che fanno riferimento all’immediato passato di cui lei non è più parte. Quasi al fine di metterlo al corrente degli avvenimenti che caratterizzano i suoi gruppi di appartenenza, chi frequenta questi spazi di interazione riporta fedelmente gli accadimenti più significativi della sua vita ed anche, possiamo dire, del contesto sociale. Un esempio è offerto da questo messaggio: “Il 6 ottobre si è laureato Marco con ottimi voti. È stata una giornata indimenticabile, abbiamo avuto la sensazione che anche tu fossi accanto a noi. Siamo certi che tu partecipi a questa grande gioia. Mamma e papà”. 
    Gli epitaffi sono invece narrazioni biografiche legate a particolari interessi della persona scomparsa, solitamente pubblicati a seguito della morte o per ricordarne l’anniversario. 
    Non sono dei siti ma delle pagine o sezioni presenti all’interno di spazi dedicati ad argomenti specifici, come ad esempio i siti delle associazioni, di enti pubblici o di corporazioni e albi.
     

    rip

      [1] (2) [3]
     

    3. P. Jedlowski,
    Il testimone e l’eroe.
    La socialità della memoria

    in Jedlowski P. Rampazi M.,
    a cura di, Il senso del passato.
    Per una sociologia
    della memoria
    , Franco Angeli, Milano, 1991.
    4. www.duronia.com/
    ricordo.html
    5. Cfr. Fiorenza Gamba,
    Simulazione ed emozione.
    Lo strano caso dei cimiteri
    nel web
    , in www.quadernidaltritempi.eu/
    rivista/numero16/03mappe/
    q16_simulazione01.htm
      
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