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    Il rovesciamento della fabula nel cinema di Tim Burton di Giorgio Signori


    Ma probabilmente l’apice di questo percorso, che passa anche per un altro film in stop-motion non dissimile da Nightmare Before Christmas, cioè La sposa cadavere (The Corpse Bride, Usa, 2005), lo si raggiunge con l’ultimo Sweeney Todd, la storia di un efferato serial killer, un barbiere che uccide i suoi clienti nello scenario di una Londra vittoriana, in cui l’operazione che Burton compie non è tutto sommato differente da ciò che fa Morticia nel raccontare la favola ai bambini cui si accennava all’inizio: sposta il focus percettivo del racconto, concentrandosi sugli aspetti oscuri, rimossi, perturbanti, della fiaba. Burton agisce sui regimi della focalizzazione narrativa con sapiente maestria, adottando un registro come di consueto cupo, ma allo stesso tempo affascinante e seduttivo, lavorando sugli scarti dell’immaginario fiabesco mitteleuropeo del primo Ottocento e concentrando l’attenzione dello spettatore su tutti quegli aspetti che la tradizione del racconto per bambini, cui si è accennato, tende a trascurare.

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    Non c’è molto di “nuovo” in Sweeney Tood, gli stereotipi ci sono tutti: la “strega” che cucina manicaretti di carne umana, e che, come per ogni strega degna di tal nome, ha un destino già scritto: la sua fine beffarda non potrà non incontrare l’enorme forno, strumento di orrore prima, di giustizia poi. C'è il bambino che, attratto prima dalle lusinghe della sazietà, si trasforma poi, a sua volta, in efferato carnefice. È, infine, affabulatoriamente stereotipata la diade del cattivo e del suo servitore, l'uno turbato da irrefrenabili ossessioni sessuali, l'altro succube di una sudditanza che gli permette di esprimere sotto forma di violenza gli incubi delle repressioni generategli dal suo apparire grottesco. Non manca, secondo le più rigorose indicazioni formaliste proppiane, l'oggetto di valore, ovvero quei rasoi d'argento, personaggi che evocano il lato amichevole e allo stesso tempo la follia di Todd, incarnato da un Johnny Depp ai massimi regimi, ancora una volta perfetta metà di Burton in quello che ormai è uno dei più duraturi e fortunati sodalizi cinematografici dai tempi del citato Edward Mani di Forbice. Ma se i temi sono quelli della fiaba, ciò che rende “adulto” Sweeney Todd, nato musical in teatro e già diventato film di culto, è, come già accennato, l’ossessiva attenzione verso quei particolari terribili, che normalmente, nel raccontare una storia, o nell’ascoltarla, da bambini, si insinuano sottopelle senza apparentemente lasciar traccia se non nell’insegnamento didascalico cui è indissolubilmente e ontologicamente legata la fiaba. Tutti questi elementi sono portati in superficie, guadagnano la spot-light e diventano assoluti protagonisti di un film che è Burton all’ennesima potenza. Immaginando di poter prendere l'ambientazione gotico-vittoriana, la fisionomia caricaturale dei personaggi, l'illuminazione, il colore, l'atmosfera dimessa de La sposa cadavere, e di riproporla in un film con attori in carne e ossa, si avrà una messa in scena visivamente ricchissima, un Depp in un personaggio che sembra un po' Beethoven con i capelli di Crudelia Demon2 e un po' il Jack Nicholson di Shining (The Shining, Stanley Kubrick, Usa, 1980), una monotonia cromatica rotta dal rosso del sangue, un sangue vivo ma irreale almeno quanto quello di Kill Bill3, e sospesa nel geniale e ironico interludio a colori del sogno a occhi aperti, in definitiva una favola messa sottosopra, vista con gli occhi dei cattivi, quei cattivi che tuttavia, fino alla fine, non perderanno del  tutto quell’aura affascinante della natura seducente del male. E, non dimentichiamolo, tutto ciò in attesa del prossimo film di Burton, una trasposizione in carne e ossa di un popolare film d’animazione, Alice nel Paese delle Meraviglie4, che tutto lascia immaginare essere un prodotto in linea con la ricerca di un’estetica gotica della fiaba.

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      [1] [2] (3)

    2. In inglese Crudelia De Vil, è il “cattivo” del film d’animazione Disney La carica dei 101 (The Hundred and One Dalmatians), Clyde Geronimi, Hamilton Luske, Wolfgang Reitherman, Usa, 1961.
    3. Kill Bill: Vol 1 e Kill Bill: Vol 2, Quentin Tarantino,
    Usa, 2003-2004.
    4. Alice in Wonderland,
    Clyde Geronimi,
    Wilfred Jackson,
    Hamilton Luske, Usa, 1951.
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