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    Accelerando, ma non troppo, verso il postumano di Roberto Paura


    postumano È infatti sicuramente vero che la condizione postumana sarà caratterizzata da un’onnipresenza dei sistemi cibernetici nella nostra vita quotidiana, ma questi cambieranno molto presto forma e significato oltre al fatto che tra un paio di secoli le nostre pur avanzate categorie di riferimento informatiche saranno superate.
    Più importante, ma causalmente legato al precedente problema, è il tema della società postumana. La fantascienza di questa corrente fatica a immaginare una realtà sociale radicalmente nuova; si parla, in Banks con la Cultura e in Wright con l’Ecumene Dorato, di istituzioni pacifiche e utopistiche, dove gli individui perseguono liberamente i propri interessi immersi nell’abbondanza e senza curarsi né della malattia né dell’invecchiamento né della morte. In Vinge invece le razze aliene della Trascendenza hanno assunto le condizioni di divinità, e perciò sono tenute fuori dalla narrazione del romanzo che si concentra piuttosto sulle civiltà aliene pre-singolarità (ma comunque molto avanzate, nel caso umano). In Accelerando la società descritta da Stross è del tutto identica a quella attuale, dedita al capitalismo, all’accumulazione della ricchezza, alla ricerca del potere, e il bello è che queste caratteristiche sono proprie anche di altre civiltà aliene extra-umane. Si ripropone anzi quella che sembra un’antiquata conflittualità tra forze pseudo-anarchiche (gli amici del protagonista, Manfred) e capitalisti senza scrupoli (la spregevole Pamela), tipica di certa fantascienza gibsoniana ormai superata. Il problema è quindi l’incapacità di speculare su nuove forme di società postumana: è chiaro infatti che il “post” non riguarderà solo gli individui, ma anche le relazioni tra di essi, con il conseguente cambiamento delle nostre priorità, bisogni, aspirazioni. Basti pensare al fatto che tutta la storia umana è stata ossessionata dal dramma della vecchiaia e della morte: se, come i teorici della singolarità pretendono, questi problemi verranno meno o comunque non saranno più rilevanti, è chiaro che buona parte del nostro comportamento verrà di conseguenza modificato. Non avremo certe società ancora selvaggiamente in conflitto per denaro o potere, né società opulente e oziose che si lasciano vivere tra i piaceri del rapporto uomo/macchina.

    postumano

    Infine, il problema più importante riguarda il gap tecnologico oggi esistente. L’accelerazione che si sta concretamente verificando in questi ultimi decenni ha caratterizzato solo una metà del pianeta, quella occidentale. L’altra metà è rimasta tagliata fuori da questo sviluppo ineguale: fuori dal portentoso incremento della speranza di vita, della riduzione delle malattie, fuori da Internet e dalla cibernetica, dai piccoli e grandi ritrovati che hanno migliorato la nostra vita. La singolarità tecnologica non riguarderà tutta l’umanità, e questo fatto è stato totalmente ignorato dai suoi teorici. Qualora la singolarità si verificasse, l’attuale frattura tra mondo avanzato e mondo sottosviluppato diventerebbe enorme; l’inevitabile conseguenza è la lenta, graduale e inesorabile estinzione dei popoli sottosviluppati. Dinanzi all’irraggiungibile superiorità di una post-umanità, l’umanità normale non potrebbe far altro che adeguarsi o scomparire. Che lo si voglia o no, non c’è posto per i popoli in via di sviluppo nell’epoca della singolarità. La fantascienza deve farsi portatrice di questa verità. Nel Manifesto dell’Accelerazionismo6, messo a punto da una nuova corrente del movimento postumanista italiano, si legge tra gli obiettivi quello di creare un nuovo modello di sviluppo sostenibile: “Tutti devono poter beneficiare del progresso”. Per tale motivo affermiamo che l’accelerazione va perseguita con moderazione: Adelante, presto, con juicio. La fantascienza, che vede sempre più in là delle altre istanze, si faccia portatrice di questa necessità mostrando i rischi che un’accelerazione incontrollata creerebbe nel nostro fragilissimo mondo.

      [1] [2] (3)

    6. http://anisotropie.blogspot.com/
    2008/06/accelerazionismo.html
     
     
     
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