• sommario no.15
  • navigator bussole
  • space
  • orientamenti
  • space
  • bussole
  • space
  • mappe
  • space
  • letture
  • cpace
  • bussole
  • space
  • visioni
  •  
    Due sciamani e un’interfaccia gnostica
    di
    Gaia Carrino
    toltechi
    C
    osa hanno in comune un antropologo americano di origini ispaniche e uno sciamano erede dell’antica Sapienza degli stregoni toltechi ed un tecnomistico1, critico della cultura dei media e della tecnologia? Molto, se si tratta rispettivamente di Carlos Castaneda e di Erik Davis2. Chiunque li conosca bene non farà fatica ad individuare gli elementi comuni, a condizione, però, di non ignorare “il mondo della conoscenza”. Attualmente il termine conoscenza è costantemente utilizzato nel linguaggio comune, brulica di significati e di molteplici accezioni: istruzione, informazione, sapere, cultura, cognizione, familiarità. In passato essa veniva utilizzata solo di rado; per riferirsi al sapere nella sua accezione più ampia si adoperava la sua derivazione greca: gnosis. Un sistema gnostico è un sistema  caratterizzato anzitutto  dal primato della conoscenza su qualsiasi altro mezzo di salvezza, un primato riscontrato in tutte le epoche ed in tutte le culture. Ci fu gnosis nell’antico Egitto, in Grecia, a Roma, in Persia, in Cina, in Messico. È opinione condivisa che gli uomini siano per natura protesi alla conoscenza. Ciò è confermato dalla dicitura sul frontespizio del tempio di Delfi: “Uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei che in essi dimorano”. E ancor più dall’ingente pila di scritti filosofici e metafisici che trattano la questione. In particolar modo è con Platone che la questione  della conoscenza si allontana dal gergo dei miti e dei simboli superando così la visione degli orfici e dei pitagorici, derivata dall’arcaica tradizione sciamanica della Scizia e della Tracia. Ed è infatti proprio in Platone che si riscontra maggiormente uno dei concetti-base che guidano il pensiero davisiano; non è un caso che Davis gli dedichi alcune pagine del suo testo Techgnosis.

    “Platone ha dato all’idea un fondamento cosmologico e metafisico, sposandolo così con il suo più ampio progetto razionalistico. Infatti la simultanea accettazione platonica di misticismo e pensiero razionale sottolinea uno dei sospetti che guidano questo libro: che i prodotti della ragione non possono essere tanto facilmente separati da ricerche ultraterrene… Platone chiama  psichè la sua anima intelligibile. Per Platone, il pianeta Terra è la polverosa base di una ascesa cosmologica a più piani. Nell’attico residenziale risiedono le forme pure, ed è qui che le nostre anime razionali sono nate. Quando però scendiamo al piano inferiore, queste essenze immortali sono sommerse nelle indolenti sacche di fluidi e ossa che ci trasciniamo per il pianeta3.”

    print  | versione per la stampa | (1) [2] [3]

    1. Il termine techgnosis/tecnomisticismo
    è stato coniato da Erik Davis che, in un articolo del 1994
    e poi nel libro Techgnosis
    Miti, magia e misticismo
    nell’era dell’informazione

    (Ipermedium, S.Maria C.V., 2001) del 1998, è stato
    il primo ad analizzare questa peculiare tendenza spirituale.
    2. Cfr. A colloquio 
    con lo sciamano Erik Davis,
    http:quadernisf.altervista.org/
    numero7/indexsf.htm
    3. Cfr. E. Davis, cit., pag. 47.
     
space<    sfoglia    |    sommario    |    orientamenti    |    bussole    |    mappe    |    letture    |    ascolti    |    visioni    |    sfoglia   >