Rumoreggiando a oltranza
con Miguel Angel Màrtin

Miguel Angel Màrtin
Tronix Noise Bliss
a cura di Andrea Cernotto

Elica, Milano, 2025
pp. 32, € 48,00

Miguel Angel Màrtin
Tronix Noise Bliss
a cura di Andrea Cernotto

Elica, Milano, 2025
pp. 32, € 48,00


Quanto può essere rumoroso un fumetto? Come si fa a colpire l’orecchio con delle immagini, ad artigliare la coclea con delle illustrazioni? È una sfida che pochi possono affrontare e ancora meno sono in grado di uscirne senza far figuracce. Tra questi di sicuro c’è il disegnatore spagnolo Miguel Angel Màrtin, che si è rivisto a Milano dopo un’assenza di cinque anni con una mostra intitolata Tronix Noise Bliss (Manusardi Studio Fotografico dal 18 al 25 ottobre) dichiaratamente dedicata alle colonne portanti della noise music del Novecento, artisti che hanno influenzato il lavoro di Màrtin e ora omaggiati con illustrazioni che ne restituiscono la carica eversiva, vibrante, provocatoria e talora nichilistica che in qualche modo li accomuna e al tempo stesso rende l’opera di Martin a loro affine. Chi sono questi artisti radicali, assordanti, fabbricanti di ultrarumorismi a suon di macchine mandate in cortocircuito? Come si legge nel comunicato stampa degli organizzatori, La Cueva (No-Art Gallery):

Tronix Noise Bliss è un viaggio visivo e sonoro che rende omaggio a leggende del genere: Luigi Russolo, Throbbing Gristle, Graeme Revell/SPK, William Bennett/Whitehouse, Esplendor Geométrico, Maurizio Bianchi, Steven Stapleton / Nurse With Wound, Jojo / Hijokaidan, Incapacitants, Le Syndicat, Entre Vifs, The New Blockaders e Suicide”.

Tutti irriducibili adoratori di fischi lancinanti, sibili e altissime frequenze, urticanti e anche dolorose e l’elenco si completa con il padre di tutti i rumori, l’antesignano di ogni genere di rombi e lamenti assordanti, ovvero Luigi Russolo l’inventore dell’Intonarumori nel 1913, in piena stagione futurista. Qualcosa su di lui e su questi terroristi sonori che sono suoi nipotini elettivi si legge nel catalogo della mostra, che si è svolta con il Patrocinio del Instituto Cervantes e la media partnership di Soundohm, tra i principali distributori internazionali di musica elettronica in generale, inclusa quella industrial-rumoristica a cui afferiscono i suddetti. Non a caso il catalogo, include anche un sette pollici esclusivo di Maurizio Bianchi, Milan Bruits. Nel libro si legge:

“TG facevano guerra d’informazioni e si vestivano con le mimetiche. SPK si occupavano di (anti?)psichiatria e lanciavano pezzi di carne sul pubblico. Whitehouse celebravano il piacere con riferimenti a sadici e a pluriomicidi. EG lavoravano nelle prigioni e amavano gli impianti industriali. MB scriveva articoli e recensioni con tante parole strane e faceva collages e polaroid. NWW facevano liste di dischi sconosciuti e strabilianti quadri surreali e sinistri. Hijokaidan creavano il caos e pisciavano sul palco. Incapacitants facevano professioni utili e normali. Le Syndicat e Entre Vies erano a favore dell’arte morale e dei volumi altissimi. TNB erano anti-tutto. Suicide facevano sculture di spazzatura e indossavano occhiali pazzeschi. Luigi Russolo era il papà di tutti. Quasi tutti scrivevano lettere, anche tra di loro, ma ciò che li accomuna è che tutti facevano musica, una musica piuttosto bizzarra, la preferita di Miguel Angel Màrtin. Che a distanza di anni ha deciso di dedicargli un sopraffino, sincero e competente omaggio”
(Cernotto in Màrtin, 2025).

Con loro Màrtin ci va a nozze e d’altra parte la sua vicenda artistica ne illustra a meraviglia le affinità elettive in una costante rielaborazione della tattica dello shock culturale e lo spirito di un’ironia nera. Definito dalla rivista Time “il miglior disegnatore europeo”, e dalla rivista The Face come uno dei “50 migliori disegnatori del secolo”, Màrtin gode oramai di fama internazionale nel mondo del fumetto. In Italia il suo lavoro del 1995, Psychopathia sexualis, fu oggetto di una vicenda giudiziaria con l’accusa di offesa al comune senso del pudore, che portò al sequestro e alla distruzione delle copie stampate, causando molte difficoltà all’autore e alle belle produzioni realizzate dall’amico Jorge Vacca con la Topolin Edizioni. Sono dovuti passare quindici anni prima che Psychopathia sexualis tornasse disponibile grazie a Nicola Pesce Editore, l’editore che ha a catalogo diversi lavori dello spagnolo, che vanta soprattutto un gran numero di pubblicazioni e collaborazioni con realtà editoriali indipendenti, dai contributi alle fanzine a quelli per le etichette discografiche. Tirature limitate, copertine, calendari con disegni dalle linee sottili, con forti contrasti, ad acquerello, con chine o pennarelli, dove trovano segno la musica elettronica/industriale, la tecnologia, la scienza e la pornografia.

L’Intonarumori di Luigi Russolo visto da Miguel Angel Màrtin.

Imprescindibile per conoscere l’arte di Màrtin è Brian the Brain, storia ambientata in mondo apparentemente asettico e innocuo di un bambino nato senza calotta cranica per via degli esperimenti a cui si è sottoposta sua madre facendo da cavia umana per una corporation farmaceutica, una vicenda che si proietta nel medesimo orizzonte di David Cronemberg e James Ballard, mescolando assieme fantascienza, critica sociale e fiaba freak. Opera disturbante, come quelle dei suoi amati noisemaker, che gioca con concetti cari a quell’universo, la mutazione, il diverso, il corpo e il voyeurismo che scatena, il cinismo del capitalismo. Pubblicato in Spagna dal 1990 al 1993 sulla rivista Krazy Comics e in seguito sulla rivista Makoki, arriva in Italia per la prima volta in otto numeri sulla rivista omonima dal 1997 al 2002 per la Topolin Edizioni dell’amico Jorge Vacca. Il buongiorno però si vede dal mattino e infatti i semi dell’opera màrtiniana, quel mix di postmoderno di multinazionali, panorami post-industriali, mutazioni e violenza, c’erano già tutti nella sua opera prima, Keibol Black, realizzata nel corso di un triennio. Keibol Black è il nome del protagonista, un agente speciale, impenetrabile dietro gli occhiali scuri e i muscoli da culturista, violento come lo era il RankXerox di Stefano Tamburini del 1978. Come ricorda lo stesso Màrtin:

“Le avventure di Keibol Black iniziarono a essere pubblicate come striscia giornaliera su «La Crónica de León» (quotidiano della mia città natale) intorno al 1987 […] L’idea iniziale era di realizzare una sorta di parodia dei generi e dei personaggi cinematografici: James Bond, Mad Max, Terminator, il gore, la serie B […] All’inizio improvvisavo le sceneggiature a partire da qualche idea che veniva in mente a me e a Lolo, disegnatore ufficiale della rivista e uno dei miei migliori amici, davanti a un bicchiere. lo gli passavo le pagine abbozzate e lui si occupava delle chine”
(Màrtin, 2008).

Nel complesso, nei disegni di Màrtin si opera un lavoro chirurgico di narrazione senza morale nei torbidi territori del progresso tecnologico, scientifico, economico e religioso sviluppando una costante inquietudine nel corso delle storie che possiedono sempre un ritmo scorrevole. Algidi e distaccati i suoi personaggi ci accompagnano in zone di cinismo ed eccessi, denunciando deviazioni del progresso, con segni raffinati, curati e una visione dal taglio cinematografico. Oltre a tanto rumore, naturalmente…

Visioni
  • Miguel Angel Màrtin, Keibol Black. Violenza psicologica per giovani europei, Coniglio Editore, Roma, 2008.
  • Miguel Angel Màrtin, Psychopathia Sexualis, Purple Press, Roma, 2010.
  • Miguel Angel Màrtin, Brian the Brain. L’integrale, NPE, Bologna, 2016.

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