l'arresto di diabolik
L'arresto di Diabolik, n. 3, 1963, disegno da pag. 73.
Soggetto e sceneggiatura: Angela e Luciana Giussani, matite e china: Luigi (Gino) Marchesi

02. È L'UOMO PER ME

di Laura Pasotti
 

Marsiglia, interno dell’albergo Excelsior. Tre camerieri chiacchierano alla fine del turno. I due più anziani si lamentano delle lunghe giornate di lavoro, “non si va mai a casa prima delle due di notte”, mentre il terzo, Robert, il più giovane, sta fantasticando sulla cliente che il giorno seguente arriverà in hotel: sarà lui a farle da “cameriere personale”. Si tratta di Lady Kant, vedova dell’ambasciatore del Sud Africa, Lord Anthony Kant, morto un anno prima sbranato da una pantera. Robert sembra sapere tutto di lei e lo racconta ai colleghi. Tra i particolari che svela c’è anche quello che riguarda il Diamante Rosa, il più grosso mai estratto dalle miniere del Sud Africa, che l’ambasciatore ha regalato alla moglie nel giorno delle nozze. Una cosa che Robert non sa è che, con questa rivelazione, ha firmato la sua condanna a morte. In ascolto sul tetto dell’edificio c’è infatti Diabolik, che per impossessarsi del gioiello lo uccide e si sostituisce a lui come cameriere personale di Lady Kant.

Prende le mosse da qui il terzo episodio delle avventure del Re del Terrore, L’arresto di Diabolik.
Uscita il primo marzo del 1963, la storia segna l’esordio di colei che, in seguito, diventerà l’inseparabile compagna di Diabolik e che, con la sua presenza fissa nelle avventure del Re del Terrore scardinerà lo stereotipo del criminale solitario (e donnaiolo): Eva Kant.

 

l'arresto di diabolikÈ proprio tra le pagine di questo Diabolik n.3 che nasce il legame tra i due, un legame reso ancora più solido dalle affinità, non solo criminali, che li uniscono. Sia Diabolik che Eva hanno avuto un’infanzia difficile e sono cresciuti in un mondo senza amore, un mondo a cui scelgono di opporsi contrapponendo il loro patto d’amore eterno. Ma questo lo si scoprirà nel corso degli anni di vita editoriale della coppia, anche se qualche dettaglio sul passato di Eva viene svelato anche tra queste pagine. Per far piena luce sulle sue origini e su com’è diventata Lady Kant bisognerà, però, attendere. Il 2003, per l’esattezza. È questo l’anno in cui Sandrone Dazieri e Tito Faraci raccolgono gli indizi sulla vita della compagna di Diabolik (prima dell’incontro con il Re del Terrore) disseminati in quarant’anni di pubblicazioni, riunendoli in Eva Kant - Quando Diabolik non c’era, l’albo uscito per il quarantennale del personaggio (si veda in questo numero Eva prima di Eva di Nadia Riccio, ndr).

Per ora limitiamoci ad assistere all’incontro tra Diabolik ed Eva e alla nascita di una delle (se non “la”) coppie più longeve del fumetto italiano (e mondiale).

 

L’arresto di Diabolik segna anche un altro esordio. Quello di Luigi (Gino) Marchesi. È lui il disegnatore scelto dalle sorelle Angela e Luciana Giussani per dare un’immagine definitiva a Diabolik (non erano, infatti, contente del risultato grafico né del numero 1, Il re del terrore – realizzato dal “misterioso Zarcone”, come lo ha definito Gianni Bono, visto che di lui si sapeva ben poco se non che lo chiamavano “il tedesco” – né del numero 2, L’inafferrabile criminale – disegnato da Kalissa, pseudonimo di un’amica delle Giussani – che fanno in seguito ridisegnare completamente allo stesso Marchesi) e creare graficamente il personaggio di Eva Kant.

Sulla copertina dell’albo, Eva compare accanto a un Diabolik con le catene ai polsi (il titolo ci dice già che nel corso della storia il Re del Terrore sarà arrestato) e a una ghigliottina. C’è solo il suo volto: biondi capelli e occhi verdissimi. C’è sempre lei anche in quarta di copertina, con i capelli non ancora raccolti nel tradizionale chignon con cui ci abitueremo a vederla nel corso degli anni, ma sciolti sulle spalle.

Il modello a cui si ispirano le sorelle Giussani per la (futura) compagna di Diabolik è Grace Kelly ed è proprio con la grazia e l’eleganza dell’attrice e principessa di Monaco che Eva Kant fa il suo ingresso sulle pagine di Diabolik e nella hall dell’hotel sotto lo sguardo ammirato del direttore e del personale (tra cui c’è anche Diabolik/Robert). Nel corso degli anni, poi, l’immagine di Eva diventerà più moderna fino a imporsi, grazie in particolare all’indipendenza del personaggio, come modello di stile e di femminilità, soprattutto alla fine degli anni Sessanta e all’inizio dei Settanta.

 

l'arresto di diabolikAbito a tubino senza maniche, tacchi e cappello a tesa larga. Ecco come Eva appare per la prima volta agli occhi di Diabolik/Robert. È quasi un colpo di fulmine. Il Re del Terrore, preoccupato fino a qualche minuto prima di trovarsi di fronte a una “vecchia befana che non mi lascerà mai in pace”, ne rimane affascinato. Non sarà però questo primo breve incontro a farlo desistere dal suo proposito. Eva Kant è pur sempre la vittima perfetta di Diabolik: è nobile, ricca e possiede il Diamante Rosa, un gioiello dal valore inestimabile. 

La fortuna però non assiste Diabolik nel portare a termine l’impresa: interrotto la prima volta è costretto a rimandare, ma è sorpreso in flagrante dalla sua vittima proprio quando sta per fuggire. Il ladro afferra Lady Kant per la gola e la minaccia: “Se urlate siete spacciata e Diabolik non scherza mai!”. Dopo un primo momento di terrore, la donna ritrova il suo sangue freddo e avverte Diabolik che il gioiello appena rubato è un falso. Ecco uno dei primi indizi sul passato misterioso di Lady Kant: è stata ricattata dalla malavita di Johannesburg (che minacciava di rivelare al marito alcuni particolari della sua vita che lei preferiva mantenere segreti) e ha venduto il Diamante Rosa originale per salvarsi. Ovviamente Diabolik non le crede. Lady Kant però non si lascia intimidire e lo sfida, concedendogli di prendere il gioiello per esaminarlo: “Se vi ho mentito immagino che la vostra vendetta sarà spietata e io sarò raggiunta dal vostro pugnale in qualunque posto mi nasconda”.

Con queste parole, Eva Kant svela al lettore, e allo stesso Diabolik, la sua vera natura. Si è presentata all’inizio dell’albo come una nobildonna ricchissima, quindi la vittima perfetta del Re del Terrore, e ora ci sorprende, sfidandolo. Manca poco alla sua trasformazione da vittima a complice. Quando il ladro, dopo aver accettato la sfida, la fissa con i suoi occhi di ghiaccio, lei sostiene lo sguardo senza battere ciglio. È il momento in cui i due intuiscono le loro affinità. “In questi pochi istanti ho visto balenare nei tuoi meravigliosi occhi verdi la perfidia e la dolcezza”, le dice. Dopo un bacio appassionato, la sequenza si conclude con Eva che, con lo sguardo languido perso nella notte buia fuori dalla sua finestra, cerca di riprendersi dalla sorpresa di quel bacio. Ma sarà poi stata una sorpresa? 

Finisce così la fama di donnaiolo di Diabolik, nonché la sua relazione con Elisabeth Gay, e, come scopriremo in seguito, anche l’identità segreta “fissa” con il nome di Walter Dorian. Negli episodi successivi, il Re del Terrore adotterà, infatti, identità (e maschere) sempre diverse. 

 

Prima di conoscere Eva Kant, Diabolik è fidanzato con Elisabeth Gay, che nulla sospetta sulla vera identità dell’amato e lo conosce con il nome di Walter Dorian. Invece Eva Kant, vedova di Lord Kant, è corteggiata da George Caron, segretario del ministro della Giustizia. Si tratta di un corteggiatore molto insistente che, pur di sposarla, non esita a ricattarla minacciando di rivelare particolari sul suo passato. In ballo, come si scoprirà solo in seguito, c’è la morte del marito di cui Eva è sospettata essere responsabile.

Eva ed Elisabeth non potrebbero essere più diverse. Eva appare da subito come una donna misteriosa con un passato oscuro che l’ha resa scaltra e sicura di sé (sarà sempre stata così?), mentre Elisabeth è ingenua e paurosa. Ma sarà proprio quest’ultima a scoprire il rifugio di Diabolik, consentendo all’ispettore Ginko di arrestare (finalmente!) il famoso criminale.

Nel frattempo Diabolik ha riportato il (falso) Diamante Rosa a Lady Kant e ha indossato di nuova la maschera di Robert, il cameriere. Eva, però, lo riconosce (gli occhi di ghiaccio? il portamento atletico?) e il criminale decide di mostrare alla donna il suo vero volto. La più longeva storia d’amore del fumetto italiano inizia qui ed è subito messa alla prova. Diabolik viene, infatti, arrestato non appena mette piede nel suo nascondiglio, non più segreto grazie alla dolce Elisabeth, la quale avrà modo di assaporare l’Atroce vendetta nell’episodio successivo del Re del Terrore.

 

l'arresto di diabolikEva ha ben altri particolari da rivelare sulla sua vita precedente che mal si adattano a una “lady” e sono ben più affini a una criminale. Scopriamo, ad esempio, che conosce alla perfezione l’alfabeto Morse, e che lo ha imparato quando faceva parte di un’organizzazione di spionaggio industriale. Ce ne darà dimostrazione durante il processo per far sapere a Diabolik che è disposta a tutto per salvarlo dalla ghigliottina. La sequenza del processo in cui i due innamorati si “parlano” in Morse è memorabile: lei tamburella con nonchalance le dita sulla guancia mentre lui, per non farsi notare, risponde con un leggero palpito delle palpebre. Sono proprio fatti l’uno per l’altra.

È in questa fase finale del racconto che Eva Kant rivela di essere proprio la donna ideale di Diabolik o che lui è l’uomo perfetto per lei. 

È il momento in cui Eva diventa complice di Diabolik. 

La donna, infatti, non esita a corrompere due secondini del carcere per poterlo incontrare un’ultima volta. Lei però si presenta all’incontro insieme a George Caron, con cui ha trascorso la serata e che, dopo essersi ubriacato (lei ha ceduto al ricatto e ha finalmente acconsentito a sposarlo), si è addormentato sul sedile della macchina. L’incontro tra i due è breve, ma non sarà Diabolik a far ritorno in cella. Mentre lo guarda allontanarsi con le guardie, Eva dice: “Fra un’ora salirà sulla ghigliottina. Che orrore”. Lei sa bene che l’uomo che sarà giustiziato non è Diabolik, ma George Caron. Lo scopriremo anche noi, insieme all’Ispettore Ginko, nel momento in cui la sua testa rotolerà nella cesta. Troppo tardi, insomma. 

Eva e Diabolik sono già lontani.

 

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