Ricatto mortale
di Richard Matheson

Fanucci, Roma, 2007
Pagine: 200

Prezzo: € 14.00

 

 





 

 

 

Ricatto mortale di Richard Matheson

 


Un Matheson inconsueto, in questo primo romanzo della Trilogia in nero che l’editore promette di proporci.

Mentre cominciava ad esplorare i mondi della fantascienza – di quella più sconcertante e oscura – e quello del soprannaturale (si pensi a La casa d’inferno), lo scrittore americano non disdegnava di confrontarsi col thriller, meglio, col noir, con un romanzo che non ha nulla da invidiare ai lavori di Jim Thompson, che scriveva negli stessi anni.

Il riferimento evidente di questo romanzo è quello all’immaginario di film come La morte corre sul fiume, o La fiamma del peccato, in un periodo in cui gli Stati Uniti fluttuavano fra le promesse del consumismo e le minacce della guerra fredda, e non è detto che Matheson non sperasse di tirarne fuori una sceneggiatura, come in seguito avrebbe fatto (basta pensare al gioiellino Duel).

Gli ingredienti ci sono tutti: il giovanotto scafato (o almeno lui così crede di sé), la ragazza bellissima e apparentemente indifesa, l’ambiguo rivale, ricco e potente.

Solo che… solo che le cose non sempre stanno come appaiono, o come l’amore ce le fa sembrare, e si rischia di ritrovarsi presi in un vortice di vicende e pensieri in cui è facile perdere il controllo su ciò che è sicuramente vero, ciò che probabilmente è falso, fino al delirio e alla follia.

Matheson ci conduce, partendo dai canoni del genere, in un universo in cui lo sviluppo narrativo è solo apparentemente scontato e prevedibile, piegando con la sua scrittura le regole del noir ad una inclinazione tale che ne esce un piccolo modello di narrazione, quasi un “ideal-tipo”.

Un piccolo capolavoro.

Varrebbe la pena, davvero, di trarne un film.

     Recensione di a.f.