Da molti anni ormai, l’uscita in sala di una nuova pellicola firmata Paolo Sorrentino è fonte di sentita e intensa riverenza. Creatore di mitologie, esteta, osservatore per eccellenza. Un corto circuito all’interno del panorama cinematografico. Partendo da film come La grande bellezza (2013), Youth (2015), Parthenope (2024), il regista napoletano è riconosciuto per la sua capacità di evocare le espressioni ctoniche della cultura umana, come le tradizioni, per intrecciarle come foglie d’edera all’estetica pastiche postmoderna (cfr. Fusillo, 2016). Questa volta l’atmosfera si fa grigia, asfissiante, e si vanno a sbirciare le trame fittissime del potere statale italiano, di un Presidente della Repubblica. Un parallelo, quasi dovuto, con le serie tv The Young Pope (2016) e The New Pope (2020), che chiude simbolicamente il “ciclo del potere”. “Absence is presence” dice Papa Pio XIII e, ancora una volta, i silenzi raccontano più delle parole. Un’esperienza rituale, quasi iconoclasta, che non si lascia afferrare immediatamente. Non si tratta del solito racconto di un’ascesa al potere, ma di una silenziosa, lenta, caduta. A seguito di un mandato tenace, riconosciuto e solido, il Presidente Mariano De Santis, si prepara ai suoi ultimi mesi da capo dello Stato. Tutto porta a credere che questi ultimi tempi saranno lieti, soprattutto grazie all’aiuto della figlia Dorotea su cui gravano, ufficiosamente, le responsabilità del padre. Non vi è apparente movimento; vi si staglia davanti un orizzonte lagunare. Eppure si presentano sulla scrivania del presidente due richieste di grazia e una legge sull’eutanasia, a lungo rimandata. Così la discesa dantesca ha inizio.
La grazia suscita, esprime, sostanzializza, disegna, la retta graziosa teorizzata da Gaston Bachelard in Psicanalisi dell’aria (2007). Essa è voluttà, bellezza onirica e immaginaria del volo umano. Il presidente De Santis, a causa dei suoi desideri inconsci, si può definire un seduttore, sempre secondo le parole di Bachelard, che seduce sé stesso e lo spettatore. Rinchiuso fra le mura soffocanti del potere e della noia, desidera di volare, libero dai rituali cementizi autoimposti. La storia è una discesa verso l’alto, di caduta miltoniana; epica, sacrale. Gli ambienti chiusi inducono un senso di vertigine a impulsi, “una vertigine provocata per godere del senso di vittoria che si prova superandola” (Bachelard, 2007). Questo Presidente della Repubblica si avvicina più ad un dio del mito antico per la sua simbiosi fra morale e racconto, che a un essere umano. Il personaggio interpretato da Toni Servillo si eleva, trascende la sua natura, il suo simulacro d’immobilismo, fino a renderlo un eroe prometeico totalmente dinamico. “Il superamento della vertigine, l’incatenamento fremente di libertà, rappresentano il senso intimo del dinamismo prometeico” (ibidem). Il sacro secolarizzato e il rapporto con l’individuo si riflette nel turbamento del presidente De Santis in merito alla sua personale spiritualità: quando è assorto nella preghiera cade in sonni senza sogni. È la funzione onirica trascendente che non viene messa in atto, poiché essa ha bisogno dell’immaginario dinamico (ibidem). I moti inconsci tentano di riavvicinare l’individuo cosciente alla sua condizione nictomorfa per esorcizzare l’angoscia.
“Ogni epifania di un pericolo è minimizzato dalla rappresentazione, tanto più se si tratta di un’epifania simbolica” (Durand, 2009).
È il dualismo fra sostanza eterea e sostanza materiale. Etica, morale, azione; si intersecano scambi, come di natura esoterica, fra i protagonisti della storia e i fantasmi, le simulazioni, gli spettatori stessi. Si è quindi immersi nel magma immaginario di Castoriadis dove il perenne ribollire e risalire magmatico della materia vulcanica, si riflette inevitabilmente nella “realtà” come la si conosce (cfr. Castoriadis, 2022). De Santis è agorafobico, non realmente, ma ontologicamente. Cos’è l’agorafobia, se non la paura di cadere, di non trovare un appoggio (cfr. Bachelard, 2007)? La vertigine irrora le pareti del Quirinale. Non vi è rifugio, nemmeno nel rito, nella tradizione. Tutto rotola, come una sfera di cristallo, intorno alle scelte.
“Ci piaccia o no, siamo condannati a scegliere, a fare continuamente delle scelte che dobbiamo giustificare, e a farlo con la dolorosa consapevolezza che scegliere ed essere sollecitati a dimostrare di essere nel giusto è il nostro destino”
(Bauman, 2024).
Viene ripudiata la ritualità, nella sua forma più istituzionalizzata, per far spazio ad una trasgressione estetica e morale che si estende, durante tutta la durata del film, come una valanga. Senza quella rigidità, quella funzione invariabile, senza una distinzione fra uranico e terrestre, il volo, attraverso la caduta, non avrebbe modo di esistere. La trasgressione, secondo Foucault, è un atto che concerne i limiti (cfr. Foucault, 2004); non vi può essere trasgressione senza limite, e viceversa. Paolo Sorrentino dimostra ancora una volta la profondità dell’estetica viva, dinamica, opposta a quella puramente autoreferenziale, di malia. Inventa personaggi simulati, quasi automi, per raccontare con una precisione disarmante, le infinite cristallizzazioni dell’individuo postmoderno. Lasciando infine una questione profonda, e contemporaneamente banale, a noi e ai posteri: “di chi sono i nostri giorni?”.
- Gaston Bachelard, Psicanalisi dell’aria, Red!, Como, 2007.
- Zygmunt Bauman, La solitudine del cittadino globale, Feltrinelli. Milano, 2024.
- Cornelius Castoriads, L’istituzione immaginaria della società, Mimesis Edizioni. Milano, 2022.
- Gilbert Durand, Le strutture antropologiche dell’immaginario. Introduzione all’archetipologia generale, Edizioni Dedalo. Bari, 2009.
- Michel Foucault, Scritti letterari, Feltrinelli. Milano, 2004.
- Massimo, Fusillo, Estetica del pastiche e intermedialità: «Povera piccina», Chi ride ultimo. Parodia satira umorismi, a cura di Elisabetta Abignente, Francesco Cattani, Francesco de Cristofaro, Giovanni Maffei, Ugo M. Olivieri, Between, VI.12 (2016).
- Paolo Sorrentino, The Young Pope. Stagioni 1-2, Universal, 2020 (home video).
- Paolo Sorrentino, La grande bellezza, Medusa Video, 2014 (home video).
- Paolo Sorrentino, Youth, Medusa Home Entertainment, 2015 (home video).
- Paolo Sorrentino, Parthenope, PiperFilm, 2025 (home video).

