Il cinema ecosostenibile
nelle immagini di Pandora


James Cameron
Avatar: fuoco e cenere
Cast principale: Sam Worthington,
Zoe Saldaña, Sigourney Weaver,
Stephen Lang, Kate Winslet,
Cliff Curtis,Jamie, Flatters,
Trinity Jo-Li Bliss, Jack Champion,
Bailey Bass, Edie Falco,
Giovanni Ribisi, Joel David Moore,
CCH Pounder
Casa di produzione: Lightstorm Entertainment
Distributore: Eagle Pictures, 2026


James Cameron
Avatar: fuoco e cenere
Cast principale: Sam Worthington,
Zoe Saldaña, Sigourney Weaver,
Stephen Lang, Kate Winslet,
Cliff Curtis,Jamie, Flatters,
Trinity Jo-Li Bliss, Jack Champion,
Bailey Bass, Edie Falco,
Giovanni Ribisi, Joel David Moore,
CCH Pounder
Casa di produzione: Lightstorm Entertainment
Distributore: Eagle Pictures, 2026


Il primo film di Avatar, diretto da James Cameron, uscì nel 2009 quando il cinema era ancora in fase di sperimentazione tecnologica. Fu proprio Avatar a rivoluzionare il cinema combinando il 3D e la performance capture, che registra contemporaneamente i movimenti corporei e le espressioni facciali degli attori, per dare vita ai Na’vi, gli abitanti indigeni della luna Pandora. La sfida più grande da affrontare era riuscire a immergere lo spettatore nel mondo di Pandora. La luna abitata dai Na’vi si basa su legami simbiotici tra gli indigeni, gli animali e la natura, che assume un ruolo chiave nei tre film della saga e viene mostrata sullo schermo in tutta la sua bellezza. Il primo Avatar ha mostrato Pandora attraverso gli occhi del clan Omatikaya, che vive nella foresta pluviale di Pandora ed è il primo ad offrire agli umani una finestra da cui guardare e comprendere la vita su questa luna. Il secondo film Avatar: la via dell’acqua, uscito nel 2022, sposta il centro della storia verso il clan Metkayina, che abita in una regione costiera ricca di barriere coralline. I Metkayina ospitano i protagonisti e gli insegnano a vivere a contatto con l’acqua portando anche lo spettatore a conoscere un nuovo lato di Pandora. Nonostante ciò, il secondo film si concentra sui drammi familiari dei protagonisti e sulle battaglie tra Na’vi e umani, lasciando la scoperta del nuovo clan e del loro stile di vita in secondo piano.

Il terzo e più recente Avatar: fuoco e cenere, uscito il 17 dicembre 2025, riprende la narrazione da dove si era interrotta con la fine secondo film, ma con principale attenzione ai clan Na’vi e all’ecosistema di Pandora che torna a ricoprire un ruolo importante nella trama. Persistono le battaglie con gli umani, ma passano in secondo piano rispetto alla scoperta del clan Mangkwan, popolo violento che ha perso la fede in Eywa, divinità suprema e Grande Madre dei Na’vi. Questo clan mostra una parte diversa di Pandora, distrutta dal fuoco, e dà vita al primo scontro tra Na’vi.
Avatar: fuoco e cenere conclude i primi tre capitoli incentrati sulla guerra contro gli umani e apre le porte a una scoperta più approfondita della natura e dei clan che abitano Pandora. Finora, in ogni film di Avatar sono state introdotte, da James Cameron e dalla produzione, nuove tecnologie per rendere più fluide e realistiche anche le riprese sott’acqua e quelle del fuoco. È proprio l’innovazione tecnologica che ha portato Avatar a diventare un magnifico colosso cinematografico. Già nel primo film, grazie alle nuove tecnologie e al realismo dei Na’vi, James Cameron, insieme al produttore Jon Landau, ha potuto lanciare una campagna di comunicazione pervasiva e strategica, rendendo Avatar un evento imprenditoriale ed estendendo il mondo di Pandora anche ai videogiochi.

Ecocinema
Oltre ad aver introdotto nuove tecnologie, Avatar affronta il tema del rapporto con la natura, dando a essa uno spazio molto importante. La flora di Pandora non viene distrutta dai suoi abitanti, ma valorizzata e rispettata anche nella creazione delle case Na’vi. Proprio a partire da questi aspetti si può iniziare a ragionare sulla saga in termini di ecocinema, ovvero cinema ecosostenibile. Per comprendere meglio le caratteristiche che rendono il cinema un importante mezzo a favore della natura bisogna soffermarsi sulla parola sostenibilità. A partire dai primi decenni dell’Ottocento questa parola è conosciuta “nella duplice accezione di: «ciò che può essere supportato materialmente e idealmente» riferito alla sfera materiale e «ciò che è supportato, sostenuto con argomenti solidi e persuasivi». Riferito alla sfera del pensiero” (D’Urso 2023). Una volta poste queste basi rimane più semplice concepire che l’ecosostenibilità nel settore cinematografico ha principalmente due linee guida. Da un lato limitare al minimo le emissioni di CO2, legate soprattutto alla fase produttiva di un film, e dall’altro invitare gli spettatori tramite le stesse immagini del film a rispettare l’ambiente e la natura. L’ecosostenibilità ha molte sfaccettature, che si distinguono nelle varie materie che la studiano. Nel ramo filosofico, per esempio, si rifiuta una visione antropocentrica, che vede gli umani come gli esseri più importanti e centrali e la natura come unica fonte di sfruttamento, a favore di una visione ecocentrica o biocentrica, che vede gli umani essere parte della natura, e non al di sopra di essa, legati da un’interconnessione profonda.

Avatar mostra le due visioni filosofiche: da un lato l’antropocentrismo degli umani, che invadono Pandora per trovare e sfruttare le risorse naturali che la Terra non può offrire, dall’altro il biocentrismo dei Na’vi, che vivono nel rispetto e nella difesa della natura legandosi ad essa e agli animali che abitano Pandora. Rimane evidente, nel film, la scelta di condannare gli umani come invasori e come distruttori della natura e della fauna di Pandora. La salvaguardia del paradiso lunare appartiene ai Na’vi, una specie paragonabile agli umani, ma che ha scelto di rispettare tutte le forme di vita del proprio pianeta e le difende contro gli invasori. Jake, il protagonista degli attuali tre capitoli, ha abbracciato la filosofia e lo stile di vita Na’vi diventando a tutti gli effetti parte di quel popolo e ha deciso di lottare, anche lui, per la salvaguardia della natura contro la sua stessa specie. Come Jake altri umani hanno compreso i valori Na’vi e hanno cambiato fronte per aiutarli, restando, però, nell’ombra durante le battaglie, come si vede chiaramente nel terzo film. Nello studio del cinema in termini ecosostenibili, infatti, Avatar è uno dei film più analizzati per il suo messaggio. Il cinema non è un facile oggetto di studio dato che è un mezzo intrinsecamente complesso già di sua natura, che vede da un lato le logiche del contenuto audiovisivo e dall’altro la dimensione industriale ed economica. Dal punto di vista industriale ed economico James Cameron ha ribadito ulteriormente il suo messaggio ambientalista con la produzione del secondo film. Ha ridotto gli impatti atmosferici del film attraverso pratiche ecofriendly e un impianto fotovoltaico costato cinque milioni di dollari installato sul tetto degli Studios che hanno ospitato il set. Il regista ha dimostrato, così, che il progresso tecnologico e la sostenibilità ambientale in un film possono andare di pari passo. Il mondo incontaminato di Avatar cerca di uscire dallo schermo per far comprendere al mondo che si può migliorare anche la Terra con alcune accortezze. Il terzo Avatar segue le orme del secondo a cominciare dalle prime riprese girate in contemporanea con quelle del precedente e anche gli incassi al botteghino godono del sostegno del pubblico per l’esplicito messaggio ambientalista del film.

Pandora e i suoi abitanti
Per rendere Pandora e tutte le forme di vita che la popolano verosimili, James Cameron si è affidato a vari esperti, tra i quali un concept designer e un pittore di fama mondiale per realizzare le meravigliose immagini del film, un astrofisico, una professoressa di botanica, un linguista. Pandora è un posto magnifico in cui flora e fauna risplendono, ma i pericoli si nascondono dietro ogni angolo. I vari clan Na’vi si sono adattati alla natura creando dei riti di passaggio sacri ed essenziali per la loro sopravvivenza insegnando, anche a chi guarda i film di Avatar che la bellezza si può trovare anche nella più piccola delle meraviglie. Gli animali e le piante di Pandora si ispirano a quelli terrestri, con alcune modifiche significative, tra le quali i legami neurali con i Na’vi che permettono una comunicazione diretta fra i due. Questa connessione è possibile grazie alle terminazioni nervose poste sulla punta della treccia dei Na’vi chiamata: kuru, fondamentale per la loro salute fisica e psichica. I legami caratterizzano tutta la vita su Pandora, infatti la natura fornisce ai suoi abitanti, in ogni regione, un luogo sacro dove collegandosi alla pianta madre del Clan possono entrare in contatto sia con Eywa che con i cari che hanno perso. Questi legami rendono Pandora un posto ancora più magico per gli spettatori che con il terzo capitolo hanno modo di approfondire il potere delle reti neurali e provare tramite la Famiglia Sully cosa vuol dire poter accedere alla memoria e alla saggezza collettive. Questa simbiosi tra tutte le forme di vita è possibile grazie alla strana armonia della vita su Pandora governata da un alto livello spirituale.

Eywa è la Grande Madre dei Na’vi, nonché la loro divinità suprema. Pervade tutta la vita su questa luna, e viene celebrata in tutti i riti Na’vi, che ripongono in lei piena fiducia. La divinità suprema è, dunque, la stessa natura che prima dell’alba dei tempi ha posto le tre leggi fondamentali per rispettare il pianeta e i suoi abitanti in un mondo incontaminato. Ogni clan entra in contatto con gli animali che vivono nella propria regione e ogni Na’vi impara a cavalcarli con un rito di passaggio per diventare a tutti gli effetti un guerriero. Gli animali che accompagnano i protagonisti nei tre film sono gli Ikran, grandi uccelli, che si legano a un solo Na’vi per tutta la vita. Nel terzo Avatar si scopre quanto profondo è il legame tra Na’vi e Ikran. Nel primo scontro con il clan Mangkwan, purtroppo, vengono uccisi alcuni di questi magnifici volatili, che fino alla fine difendono il proprio cavaliere. Con Avatar: fuoco e cenere si scopre il clan Mangkwan. L’aggressivo popolo della cenere saccheggia i villaggi vicini per procurarsi le risorse necessarie. Il clan ha perso la fede in Eywa dopo che un’eruzione vulcanica ha distrutto il suo villaggio, ma già prima che ciò accadesse era un popolo ostile. I Mangkwan sono gli unici che rifiutano la fede e combattono al fianco degli umani. Non sono più affascinati dalle bellezze del proprio pianeta, ma lo rinnegano per il potere. Decidono di punire Eywa perché convinti che li abbia abbandonati nel momento del bisogno. Al posto di Eywa credono nel potere del fuoco e, in battaglia, per torturare i nemici Na’vi tagliano loro il kuru, la loro parte più sacra, impedendogli anche la comunicazione con la Grande Madre. Il loro odio per Eywa li ha portati a distruggere anche gli alberi al solo scopo di creare armi letali. Nell’ultima battaglia anche Eywa, che normalmente resta neutrale, partecipa schierando la fauna marina al fianco dei Na’vi. Infatti, questa volta nonostante Jake abbia nuovamente riunito i vari Clan, si trovano in difficoltà. Il popolo della cenere viene visto anche dalla Grande Madre come un nemico alla stregua degli invasori. La luna si ribella contro l’unico popolo che ha smesso di rispettare tutte le forme di vita, per seminare morte e distruzione, con l’unico scopo di vendicarsi di Eywa.

Un mondo da guardare
Pandora lancia un messaggio sempre più chiaro a chi guarda: bisogna rispettare ogni forma di vita. Se nei primi due capitoli si sono visti solo i clan che rispettano la natura, con Avatar: fuoco e cenere e l’azione distruttiva del clan Mangkwan la sensibilizzazione ecologica aumenta sempre più. La meraviglia di questo ecosistema non si ferma solo a ciò che lo spettatore ha già conosciuto. A pandora ci sono territori che vanno ancora scoperti e, soprattutto, visti. Avatar è un “mondo visivo in cui lo spettatore ha l’impressione di poter abitare di instaurarsi accanto agli alberi, ai fiori, agli indigeni del pianeta Pandora, in un universo avvolgente e protettivo, ma a volte anche d’improvviso minaccioso, che sembra un’enorme placenta in cui possiamo muoverci e navigare” (Bertetto 2023). Si è parlato molto del futuro della saga, di cui ancora si sa poco, ipotizzando un’altra forma narrativa nel caso non potesse continuare sugli schermi per via dei costi di produzione. Però, Pandora è un mondo che va visto sul grande schermo per essere compreso appieno, un’altra forma narrativa non sarebbe mai in grado di coinvolgere il pubblico allo stesso modo.

La credibilità di pandora si affida alle tecnologie cinematografiche, che immergono gli spettatori al suo interno. Parte delle riprese dei prossimi capitoli sono state già girate durante quelle del terzo capitolo, ma il proseguimento della saga deve tener conto dei budget. James Cameron ha posto l’obbiettivo di un miliardo e mezzo di dollari per neutralizzare i costi di produzione e ricavarne un profitto. A oggi sembrerebbe che manchino ancora circa quindici milioni al raggiungimento dell’obbiettivo. Il regista ha però considerato la possibilità di ridurre i costi di produzione, dichiarando che con il primo Avatar aveva già realizzato un ottimo film, senza le grandi tecnologie di oggi. Se la saga continuasse, con gli ultimi due capitoli si abbandonerebbe Jake come protagonista, per dare maggiore importanza ad Eywa. La protagonista sarebbe infatti colei che ha un legame molto profondo con la Grande Madre, Kiri. Questa Na’vi era stata concepita, nel primo capitolo, dall’Avatar della dottoressa Grace mentre era collegata a Eywa. Kiri ha, dunque, un rispetto profondo per l’ecosistema e una speciale capacità di entrare in contatto con la Grande Madre. Si prospettano dei film sempre più interessanti alla scoperta di Pandora nella sua interezza spirituale e naturalista. Si abbandoneranno definitivamente gli umani per concentrarsi interamente su Pandora e sul suo ecosistema, anche in aree desertiche… se i prossimi capitoli verranno realizzati.

Letture
  • Paolo Bertetto, Introduzione alla storia del cinema, UTET, Milano, 2023.
  • Federica D’Urso, La sostenibilità nell’audiovisivo. Teorie, politiche pratiche, Bulzoni, Roma, 2025.
  • Joshua Izzo, Reymundo Perez e Simon Beecroft, il mondo di Avatar alla scoperta di Pandora, Disney Libri/Giunti, Firenze, 2025.
Visioni
  • James Cameron, Avatar, Eagle Pictures, 2024 (home video).
  • James Cameron, Avatar: la via dell’acqua, Eagle Pictures, 2024 (home video).