Un’epidemia di suicidi giovanili in una cittadina, forse originata da una nuova droga, oppure da sinistre presenze, o altro. È il paesaggio oscuro di Spazio negativo (Nero) di B.R. Yeager.
Tormentoni estivi e pause gaming, per combattere il sovraccarico cognitivo quotidiano. Tuttavia, sono l’illusione di appartenenza e il richiamo a un immaginario nostalgico la nuova norma per l’acquisto.
Cosa accade quando la cultura smette di produrre il nuovo e inizia a reiterarsi? Una risposta la fornisce Tempo di serie: rigenerazione (il Mulino) curato da Fabio Cleto e Stefania Consonni.
di Luca Giudici
In L’arte della fiducia. Herman Melville, letteratura e post verità (Mimesis) Paolo Simonetti ricerca un fil rouge tra il romanzo postmoderno e le sue origini partendo dalle radici della letteratura statunitense.
di Simone Rizzo
Giunto al suo terzo lungometraggio, Damian McCarthy ottiene con Hokum una combinazione equilibrata tra giallo e horror arricchita da elementi tipici del folklore irlandese, mostrandoci chi sono i veri mostri.
Ci insegna qualcosa di nuovo rispetto al testo omerico, oltre a intrattenerci in modo spettacolare, il film monstre del regista britannico? Sì, ci restituisce la condizione esistenziale dell’uomo del XXI secolo.
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