VISIONI / LE AVVENTURE DI TINTIN. IL SEGRETO DELL'UNICORNO


di Steven Spielberg / Sony Pictures, 2012


Moderne tecnologie e fumetti vintage

di Pino Distefano

 

Partiamo da una riflessione. Quanti supereroi del fumetto americano conosciamo? Molti, si spera… Di quanti eroi dei manga abbiamo sentito, quantomeno, parlare? Di una miriade, è augurabile…

Ma quanti e quali personaggi del fumetto franco-belga abbiamo mai sentito parlare e sono nel nostro immaginario? Pochi… Proviamo ad enumerarli. I Puffi, Asterix e Tintin sono gli esempi che ci potrebbero venire subito in mente. Ma cosa hanno in comune questi personaggi? Sostanzialmente una particolarità: questi personaggi sono apparsi sul grande schermo molti anni dopo la loro prima apparizione sulla carta stampata. Asterix e Obelix contro Cesare è un film che esce nei cinema nel 2000, ovvero quarantuno anni dopo la pubblicazione dell’album a fumetti da parte di René Goscinny e Albert Uderzo.

I Puffi escono al cinema nel 2011 ovvero cinquantatre anni dopo la loro prima apparizione, ma nel 2011 Steven Spielberg porta un altro famoso personaggio del fumetto belga sul grande schermo: Tintin, nato dalla penna del fumettista Gorge Remì (da ora in avanti sarà chiamato con il suo nome d’arte: Hergé) ben ottantadue anni prima con l’avventura Tintin nel paese dei soviet. Il film in questione si chiama Le avventure di Tintin. Il segreto dell’Unicorno, ed è il terzo film dedicato alle avventure del personaggio di Hergé.

Negli anni Sessanta sono stati prodotti due film con Jean-Pierre Talbot nel ruolo del protagonista: Tintin et le Mystère de la Toison d'or e Tintin et les Oranges bleues. Tutti e due i film, mai usciti nelle sale cinematografiche italiane, non sono tratti dagli episodi a fumetti ma sono vicende a se stanti.

Questo film, invece, si basa sostanzialmente su tre delle tante avventure che Hergé fa vivere al suo personaggio facendogli visitare tutto il mondo: Il granchio d’oro, Il segreto del Liocorno e Il tesoro di Racham il Rosso.

Il film ci parla del giovane fotoreporter che, dopo aver acquistato il modellino di una nave, scopre che questo custodisce il segreto dell’antico vascello Karaboujan. Tintin si ritroverà a viaggiare attraverso il mondo alla ricerca della nave naufragata che forse nasconde la chiave di un’immensa fortuna.

Queste, come tutte le avventure di Tintin, fanno riferimento a quell’immaginario avventuroso novecentesco che guarda allo spionaggio come all’esotico. Proprio per questo si è spesso pensato che nel creare Indiana Jones il regista americano si sia ispirato alle storie di Hergè.

Sebbene Spielberg non abbia mai letto, prima dell’uscita de I predatori dell’arca perduta, nessuna delle storie di Tintin, il microcosmo del fumetto è sempre stato una fonte di ispirazione per le avventure di Indiana Jones. Ad esempio, alcune avventure scritte e disegnate da Carl Barks sono state citate nei film del giovane archeologo. La sequenza iniziale del film è tratta da due albi a fumetti della Disney realizzati da questo disegnatore e autore, Zio Paperone e le sette città di Cibola e Zio Paperone e l'oro di Pizarro.

Nel 1981, anno di uscita de I predatori dell’arca perduta un giovane giornalista cinematografico fa notare a Spielberg una serie di coincidenze fra il protagonista del suo film e le avventure del giovane Tintin. Spielberg fa cosi delle ricerche su questo personaggio, ne compra i diritti e decide di realizzare un film.

Così, dopo esattamente trent’anni, esce nelle sale cinematografiche il lungometraggio d’animazione Le avventure di Tintin. Il segreto dell’Unicorno, girato con la tecnica della motion capture. Per motion capture si intende quella tecnica di animazione, usata già nel 2004 da Robert Zemeckis per realizzare il film Polar Express, grazie alla quale attori in carne ed ossa vengono digitalizzati, facendo in modo che le loro sembianze siano molto simili a quelle di un personaggio di un cartoon. Si passa così da uno stile molto semplice basato sulla cosiddetta linea chiara, un modo sobrio di disegnare il fumetto, un tratto nitido senza usare il chiaroscuro, molto caro a disegnatori come Alex Raymond e Burne Hogart ad un film che per essere realizzato deve sfruttare le più moderne tecniche del cinema di animazione.

Come scrive Fabrizio Lo Bianco sul sito di Ultrazine, portale dedicato alla cultura del fumetto: “La linea chiara, identificata per lo più con il tratto di Hergé e Jacobs, può essere considerata l'erede fumettistica dell’estetica Art Nouveau. Ci sono tuttavia anche motivi contingenti che portano alla realizzazione di tavole graficamente essenziali e prive di ombreggiature, non ultimi quelli legati ai costi di stampa e, in particolar modo, alle cifre notevoli che comportavano i colori o le ampie campiture di inchiostro. Va ricordato infatti che Tintin nasce proprio nel periodo della grande depressione economica all'indomani del crollo di Wall Street (1929). Anche per queste esigenze di economicità si impose dunque la linea chiara, che poi diverrà una cifra stilistica identificativa dell'intera area franco-belga” (2012).

Ma al di là di questo Spielberg non cerca di modificare in maniera radicale il personaggio di Hergé. Si pensi all’assenza quasi totale di personaggi femminili che possiamo avvertire sia nelle storie create da Hergé sia nel film di cui stiamo scrivendo. Tintin è un personaggio asessuato. Non ha una fidanzata o una moglie. Non ha un padre o una madre. Né una fidanzata, una moglie una madre o un padre l’hanno i personaggi che popolano le sue avventure (come ad esempio il Capitano Haddock, vecchio capitano della marina mercantile fortemente dedito all’alcool, oppure come Dupond e Dupont, due agenti gemelli della Sureté che per la loro incredibile goffaggine sono l’elemento comico della serie e del film. E questo potrebbe apparire molto strano per alcuni lettori. Da molti studiosi del fumetto, come ad esempio Franco Restaino nella sua Storia del Fumetto, viene avanzata però l’ipotesi dell’omosessualità di Hergé. Da altri, invece, ne viene avanzata un’altra: Hergé era un uomo legato alla destra cattolica belga e nelle storie che ha realizzato ha sempre deciso di non rendere mai esplicite le propensioni sessuali dei suoi personaggi. Non bisogna dimenticare che la prima avventura di Tintin fu pubblicata da Petit Vingtième supplemento di una famosa rivista cattolica belga Le Vigtième Siècle e che l’uscita nelle sale del film Le avventure di Tintin. Il segreto dell’Unicorno è stata, per un organo di stampa vicino la Chiesa Cattolica come L’Osservatore Romano, con un articolo a firma di Denis Tillinac, un’occasione per ricordare come Tintin sia un eroe con valori cattolici.

Difatti Tillinac, nel suo articolo, fa notare come Tintin pur non pregando mai nei momenti di difficoltà sia “un eroe del cattolicesimo, imbevuto dell’ideale dello scoutismo di cui si conosce l’importanza nella formazione di Hergé, e che traspariva nei suoi primi albi” (2011). Tintin come moderno Orlando, cavaliere errante in difesa dei valori cristiani, o come Cavaliere della Tavola Rotonda. Ma anche moderno Ulisse. Egli infatti viaggia per il mondo spinto da un’irrefrenabile curiosità di conoscere paesi, popoli e i loro costumi. E proprio come Ulisse, che aveva un cane fedelissimo, Argo, che lo aspettò per vent’anni a Itaca e morì dopo averlo riconosciuto dietro le spoglie di un vecchio mendicante, Tintin ha un cane, Milou, spesso risolutore delle sue avventure. Proprio per questo suo essere un “ mito”, proprio per questo suo essere un personaggio che fa parte ineluttabilmente del nostro immaginario Tintin è ancora straordinariamente attuale. Ecco perché a più di ottant’anni dalla sua prima apparizione nel mondo del fumetto, il personaggio di Hergé rimane nel nostro immaginario. E, probabilmente, ci rimarrà per molto tempo.

 


 

LETTURE

Lo Bianco Fabrizio, Espressionismo: contaminazioni fra arte contemporanea e fumetto, in “Ultrazine”, www.ultrazine.org/ultrapensieri/contaminaz2.htm, 15 /5 /2012.

Restaino Franco, Storia del fumetto. Da Yellow Kid ai manga, Utet, Torino, 2004.

Tillinac Denis, Un eroe Cattolico, in “L’Osservatore Romano”, 8/11/2011.

 

VISIONI

Barks Carl, Zio Paperone e le sette città di Cibola, La Grande dinastia dai Paperi n 8, edizioni Il Corriere della Sera, 2008.

Barks Carl, Zio Paperone e l'oro di Pizarro. La Grande dinastia dai Paperi n. 18, edizioni Il Corriere della Sera, 2008.

Zidi Claude, Asterix e Obelix contro Cesare, Cecchi Gori Home Video, 2009.

Hergè, Le avventure di Tintin, Vol 1-8, Rizzoli-Lizard, 2011.

Verne Jean Jaques, Tintin et le mystère de la Toison d'or, Francia, 1962.

Condroyer Philippe, Tintin et les Oranges bleues, Francia, 1964.

Spielberg Steven, I predatori dell’ arca perduta, Universal Pictures, 2011.

Zemekis Robert, Polar Express, Warner, 2005.