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    La definitiva leggerezza dell’essere: una rilettura di Kundera di Adolfo Fattori

    D’altra parte, si tratta di catene di coincidenze – che quindi non hanno senso di per sé – seppure dobbiamo pensare che le coincidenze esistano. James G. Ballard non sarebbe d’accordo con lui. In La mostra delle atrocità, anche lui rivolgendosi direttamente al lettore, scrive perentoriamente:

    Tutta la nostra vita è percorsa sotterraneamente da compiti già assegnati. Le coincidenze non esistono. (Ballard, pag. 29)

    E se citiamo lo scrittore inglese, è perché scrive pochi anni dopo il ceco, e si colloca per certi versi nella stessa corrente: anche i suoi personaggi sono distanti, incapaci di relazioni profonde, disadattati mimetici della classe medio/alta. Come più tardi saranno, ad esempio, i personaggi di Michel Houellebecq (1999). Allora, lo statuto delle coincidenze: tema cruciale del tardo moderno, se si vuole, anche se sotto traccia. La Modernità ha posto al centro della sua riflessione il soggetto. Ma soggetto vuol dire scelta, quindi propensione al cambiamento, al futuro. La postmodernità, l’età del tempo reale (Candau, pag. 113), può collocare gli eventi umani solo in una rete di coincidenze. Dove la scelta non esiste più: infantilizzazione, deresponsabilizzazione. Siamo trascinati da un flusso che non dominiamo, che non possiamo governare… O almeno così ce la raccontiamo, per salvare una parvenza di senso. Perché “… le coincidenze non esistono”. Semplicemente, non decidiamo più.
    Il che rende apparentemente così superficiali, unidimensionali, i personaggi del romanzo. E, di conseguenza, da approfondire le riflessioni che lo scrittore propone sullo statuto della “compassione”, parola che noi forse tradurremmo con “empatia”, sulla sua “pesantezza” (Kundera, pagg. 27-28 e 38-39). A questo punto, forse possiamo provare a rispondere alle domande che abbiamo posto all’inizio. Forse perché la riflessione sui temi proposti da Kundera è cresciuta a passi da gigante in questi ultimi anni, la sua scrittura rischia di sembrarci scontata. O forse è perché lui stesso era oggetto, senza esserne consapevole mentre ne scriveva, dei fenomeni che cercava di catturare. E questo rendeva il romanzo così attraente, per noi lettori di allora. Sta di fatto che, a tanti anni di distanza, può risultare pretenzioso, superficiale…

     
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