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    Padre Pio, Harry Potter e altri avversari della fantascienza di Roberto Paura

    fantascienzaIl positivismo, il laicismo e il trionfo della scienza nel XX secolo sembrarono dare ragione a Weber: il ritirarsi delle religioni – in primis di quella cristiana – nell’ambito puramente individuale della fede, la fiducia incondizionata dell’umanità nei progressi della scienza, l’abbandono di pratiche tradizionali e superstiziose, sono stati i segni concreti del disincanto del mondo. Negli ultimi decenni, tuttavia, questo fenomeno ha subito una brusca inversione. La fine delle “grandi narrazioni”, come sostengono i teorici del postmodernismo, ha garantito nuovi margini di manovra a forze irrazionali. Ma quello che molti osservatori hanno ignorato è stato l’effetto, soprattutto in Occidente, del cosiddetto “tecnoscientismo”. 
    In una tavola rotonda del 1999 per i dieci anni di attività del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, dal titolo “Scienza, paranormale e mass media”, il giornalista scientifico Pietro Greco sosteneva che fossero in atto nella società contemporanea quattro componenti anti-scientifiche. La prima è la crescita dell’irrazionalismo di massa alimentata dall’appeal di astrologia, occultismo e New Age; la seconda è quella che lo storico della scienza Gerald Holton  ha definito “irrazionalismo di élite” propugnato dai teorici del postmodernismo, critici verso qualsiasi capacità conoscitiva e interpretativa della scienza e forse ancora più pericoloso perché divulgato nelle università e nei dibattiti filosofici; la terza componente è l’irrazionalismo dei mezzi di comunicazione che semplificano e generalizzano al fine di diffondere più facilmente e rapidamente ogni tipo di messaggio, senza mai andare in profondità; la quarta e qui più interessante è appunto il tecnoscientismo. Si tratta della fede irrazionale delle masse nelle capacità ‘salvifiche’ della scienza e della tecnica, considerate quasi alla stregua di nuove forze magiche capaci di ogni cosa. L’ignoranza riguardo il metodo scientifico e il funzionamento dei ritrovati tecnologici, in generale la sempre maggiore complessità e incomprensibilità di un mondo impregnato di tecnica, favorisce paradossalmente l’emerge di “nuovi profeti” e “nuove irrazionalità” basate su un’interpretazione mistica della scienza.
    Inevitabilmente, dunque, la crescente complessità della scienza provoca una sorta di fuga da una realtà incomprensibile da parte dell’uomo comune. Il ritorno a forme di credenze irrazionali non necessariamente in Occidente prende la forma di un revival religioso, che al di là dell’apparenza è ben lungi dal verificarsi, ma favorisce forme ibride di anti-scientismo. La New Age è appunto una delle soluzioni rintracciate, che cerca di sposare – come fa soprattutto la chiesa di Scientology di Ron Hubbard – realtà scientifiche con elementi mistici.

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